lunedì 30 maggio 2011

STIPENDIO MEDIO IN ITALIA DI 1.300 EURO. DONNE -20%

Lo stipendio netto di un italiano in media non supera i 1.300 euro mensili, una cifra che nasconde, però, la forte differenza che c'è tra uomini e donne, con le lavoratrici che hanno retribuzioni più basse del 20%. Ancora peggio va per gli stranieri, che ricevono una busta paga sotto i mille euro. I giovani, invece, scontano il fatto di essere neo-assunti e nei primi due anni di lavoro il salario medio è di appena 900 euro.

È questa la fotografia scattata dall'Istat sulle retribuzioni nette mensili per dipendente nel 2010. Nel Rapporto annuale sulla situazione del Paese, l'Istituto calcola, infatti, che lo stipendio medio di un cittadino italiano è di 1.286 euro, frutto di una ricompensa di 1.407 euro per i lavoratori e di 1.131 euro per le lavoratrici; in altre parole le donne sono pagate un quarto in meno. Sugli stranieri la riduzione è ancora più forte, visto che la busta paga si ferma a 973 euro (-24%). A riguardo l'Istat spiega che «in confronto al 2009, lo svantaggio degli stranieri è divenuto ancora più ampio».

Oltre al genere e al passaporto, un'altra differenza sul peso delle retribuzioni la fanno gli anni di lavoro: all'inizio della carriera si parte sotto i 900 euro superando la soglia dei mille solo dopo 3-5 anni di servizio e il tetto dei 1.300 compiuti i 20 anni di attività. D'altra parte, emerge sempre dal rapporto annuale dell'Istat, la spesa che lo stato italiano indirizza agli aiuti al reddito è inferiore rispetto alle quote sborsate nel resto d'Europa. Nel volume si legge, infatti, che «l'Italia si colloca all'ultimo posto tra i paesi Ue per le risorse destinate al sostegno del reddito, alle misure di contrasto della povertà o alle prestazioni in natura a favore di persone a rischio di esclusione sociale».

Stando a dati del 2008, sottolinea l'Istat, «la maggior parte delle risorse sono assorbite da trasferimenti monetari di tipo pensionistico, mentre quote molto residuali e inferiori alla media Ue vengono destinate alle funzioni dedicate - appunto - al sostegno delle famiglie, alla disoccupazione e al contrasto delle condizioni di povertà ed esclusione sociale». Più in particolare, le uscite per protezione sociale sono assorbite per il 51,3% dalla voce 'vecchiaia', mentre solo il 4,7% va alla famiglia, ancora miniore è la fetta dedicata ai disoccupati (1,9%).

(fonte leggo.it)

mercoledì 25 maggio 2011

S&P rivede a negativo outlook 4 gruppi italiani

Rivisto rating per Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Bnl e Findomestic

Dopo aver rivisto a 'negativo' l'outlook sul debito italiano, Standard & Poor's ha degradato allo stesso livello l'outlook per quattro banche italiane: Mediobanca, Bnl, Findomestic e Intesa SanPaolo. L'agenzia di rating che ha tagliato l'outlook anche sulle sussidiarie di Intesa, Imi, Biis e Cassa di Risparmio di Bologna, aggiunge che la revisione dell'outlook "riflette il fatto che la società dovrà tagliare i rating delle quattro banche nel caso avvenisse un declassamento del debito sovrano dell'Italia, visti i profili prevalentemente domestici dei loro business". Resta invece stabile l'outlook sui rating di Cariparma e Credito sportivo. Standard & Poor's ha anche tagliato l'outlook della Cassa Depositi e Prestiti a negativo, confermandone il rating ad 'A+' e 'A-1+'.

(fonte ansa.it)

CHRYSLER RIMBORSA GLI USA FIAT RAGGIUNGE QUOTA 46%

La Chrysler restituisce al governo degli Stati Uniti e a quello del Canada, con sei anni di anticipo, tutti i prestiti, pari a 7,6 miliardi di dollari, concessi nel 2009 quando il gruppo era uscito dalla bancarotta controllata. La Fiat può così perfezionare l'acquisto di un'ulteriore partecipazione del 16% raggiungendo quota 46%. L'obiettivo del controllo della casa di Detroit è sempre più vicino e sarà raggiunto entro l'anno.

A Piazza Affari i titoli del gruppo hanno un contraccolpo positivo: cresce del 2,6% Fiat e dell'1,54% Industrial, mentre Exor va su dell'1,43%. «Il rimborso è una pietra miliare per la svolta di Chrysler e per le comunità e le famiglie americane che dipendono dall'industria automobilistica», plaude da Londra il presidente americano Barack Obama, fautore dell'alleanza con Sergio Marchionne. «Abbiamo mantenuto la promessa di ripagare completamente i contribuenti statunitensi e canadesi», afferma soddisfatto l'amministratore delegato del Lingotto. E, in una appassionata lettera «alle persone della Fiat», Marchionne spiega che l'operazione Chrysler «è semplicemente un passaggio finanziario e tecnico», mentre si apre «un nuovo capitolo dell'alleanza» tra le due società. «Quello che conta adesso - afferma il manager italo canadese - è che possiamo imprimere un'accelerazione fondamentale al disegno di creare un costruttore di auto mondiale, determinato a posizionarsi tra i leader del settore. Il momento che stiamo vivendo non potrebbe essere più importante.

Ci troviamo alla vigilia di una svolta unica». Il rimborso del debito avviene in una cerimonia nello stabilimento di Sterling Heights, in collegamento via web con tutte le altre fabbriche Chrysler. Per il governo Usa sono presenti Ron Bloom, assistente di Obama per l'industria manifatturiera, e Brian Deese, vicedirettore del National Economic Council, entrambi del team che ha contribuito al salvataggio di Gm e Chrysler. Per salire al 51% Marchionne deve raggiungere l'ultimo obiettivo: la produzione negli Stati Uniti di una vettura basata su una piattaforma Fiat con prestazioni di almeno 40 miglia per gallone. Quasi simbolicamente è anche il giorno della presentazione a Torino della nuova Ypsilon, su cui la Lancia - il marchio di Fiat Group Automobiles in sinergia con Chrysler - punta per raddoppiare nel 2014 le vendite che quest'anno dovrebbero attestarsi a quota 120.000.

(fonte leggo.it)