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venerdì 24 giugno 2011

BCE, DRAGHI PRESIDENTE. L'ANNUNCIO SU TWITTER

La situazione si è sbloccata, e Mario Draghi è stato finalmente, dopo settimane di stallo, nominato presidente della Banca Centrale Europea. Ad annunciare la decisione da parte del Consiglio Europeo, il presidente della ue, Herman Van Rompuy, che ha affidato la notizia ad un 'tweet' su Twitter. «Il Consiglio europeo ha appena concordato sulla nomina di Mario Draghi - è scritto nel testo del messaggio di Van Rompuy - come Presidente della Banca Centrale Europea».

(fonte leggo.it)

mercoledì 25 maggio 2011

S&P rivede a negativo outlook 4 gruppi italiani

Rivisto rating per Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Bnl e Findomestic

Dopo aver rivisto a 'negativo' l'outlook sul debito italiano, Standard & Poor's ha degradato allo stesso livello l'outlook per quattro banche italiane: Mediobanca, Bnl, Findomestic e Intesa SanPaolo. L'agenzia di rating che ha tagliato l'outlook anche sulle sussidiarie di Intesa, Imi, Biis e Cassa di Risparmio di Bologna, aggiunge che la revisione dell'outlook "riflette il fatto che la società dovrà tagliare i rating delle quattro banche nel caso avvenisse un declassamento del debito sovrano dell'Italia, visti i profili prevalentemente domestici dei loro business". Resta invece stabile l'outlook sui rating di Cariparma e Credito sportivo. Standard & Poor's ha anche tagliato l'outlook della Cassa Depositi e Prestiti a negativo, confermandone il rating ad 'A+' e 'A-1+'.

(fonte ansa.it)

giovedì 16 dicembre 2010

BASILEA3, NUOVE REGOLE: IMPATTO DA 40 MLD € SU BANCHE ITALIANE

"Le banche italiane sono solide e in grado di sostenere l'impatto di applicazione delle nuove regole". E' quanto afferma il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, commentando i dati del comitato di Basilea. Per Saccomanni inoltre la Banca d'Italia "rispetto alle iniziali valutazioni in questi ultimi mesi è riuscita a negoziare e ottenere un significativa attenuazione del rigore iniziale su alcune specificità nazionali come le imposte differite che valgono da sole 16 mld o le partecipazioni in aziende bancarie o assicurative".

BASILEA3, SENZA GRADUALITA' IMPATTO 600 MLD A BANCHE G20 Le nuove regole di Basilea3 avrebbero avuto un impatto di 600 miliardi di euro sulle banche del G20 se queste fossero state applicate già a fine 2009. E' quanto prevede uno studio (non una stima o previsione) del comitato di Basilea. Le regole saranno applicate con gradualità dal 2013 fino al 2018.

SE APPLICATA 40 MLD IMPATTO PER BANCHE ITALIA Le banche italiane avrebbero registrato un fabbisogno di capitale di 40 mld di euro a fine giugno 2010 se a quella data fossero già state applicate le regole di Basilea3 che entreranno in vigore pienamente nel 2018 mentre a fine 2009 era di 47 miliardi. E' quanto prevede uno studio del comitato di Basilea che non rappresenta una previsione ma un "parametro di riferimento"

(fonte leggo.it)

lunedì 29 novembre 2010

Irlanda,Ue: "Via libera ad aiuti"

Piano da 85 mld di euro in tre anni

I ministri finanziari della zona euro hanno dato il via libera al piano di aiuti per sostenere l'Irlanda. L'ok è arrivato al termine di una riunione alla quale hanno partecipato anche i ministri dei tre Paesi non euro che parteciperanno al piano per aiutare Dublino: quelli di Regno Unito, Svezia e Danimarca. Il piano ammonta a 85 miliardi di euro in tre anni, di cui 35 per salvare le banche irlandesi e 50 per risanare le casse dello Stato.

La ripartizione degli aiuti prevede una quota uguale a carico del Fondo salva-Stati della zona euro (Efsf), del bilancio Ue (Efsm) e dell'Fmi. A ciò si dovrebbe aggiungere una quota di prestiti bilaterali concessi da Regno Unito, Svezia e Danimarca.

Ai prestiti all'Irlanda sarà applicato un tasso di interesse intorno al 6%, si apprende da fonti olandesi al termine della riunione dell'Eurogruppo.

I prestiti alla Grecia sono stati concessi con un tasso di interesse al 5,2%.

Merkel chiama Berlusconi: "Contributo a documento"
Telefonata del cancelliere tedesco Angela Merkel al premier Silvio Berlusconi: l'obiettivo del colloquio, a quanto si apprende, è stato un approfondito esame del nuovo possibile meccanismo anticrisi nell'Eurozona. Berlusconi ha evidenziato le priorità italiane e contribuito alla stesura del documento finale. Nei giorni scorsi il presidente del Consiglio aveva già parlato con la Merkel e con il presidente francese Nicolas Sarkozy della situazione economica in Europa, con particolare riguardo all'Euro.

(fonte tgcom.it)

giovedì 25 novembre 2010

Irlanda, manovra da 15 miliardi

Tagli alla spesa e tasse più pesanti

Il governo irlandese taglierà la spesa e alzerà le tasse nei prossimi quattro anni: si parla di un taglio sui costi pari a 10 miliardi, dei quali 2,8 miliardi alla spesa corrente, e di un aumento delle tasse pari a 5 miliardi, 1,9 dei quali verranno da ritocchi dei prelievi sui redditi. Nel complesso dunque la manovra quadriennale di risanamento dei conti avrà un valore di 15 miliardi, suddivisi negli anni dal 2011 al 2014.

E se la spesa sarà tagliata di 10 miliardi entro quella data, si prevede un aumento dell'Iva al 22% nel 2013 e al 23% nel 2014.

I tagli da 10 miliardi saranno ottenuti con 24.750 licenziamenti nel settore pubblico, mentre viene confermata la fiscalità al 12,5% per le aziende. Secondo il piano di risanamento, il deficit scenderà al 9,1% del Pil nel 2011 e tornerà entro i parametri europedi (3%) entro il 2014. Grazie a queste misure, secondo le previsioni la crescita dell'economia nel Paese sarà in media pari al 2,75% nel quadriennio tra il 2011 e il 2014.

Le riduzioni di spesa equivalgono dunque a un quinto dell'esborso totale. E se i tagli complessivi saranno di 10 miliardi, le riduzioni della spesa previste per finanziare il Welfare varranno invece 2,8 miliardi entro il 2014. La composizione dei tagli è suddivisa fra tre miliardi di tagli alla spesa corrente e sette alla spesa per investimenti.

Gli stipendi agli impiegati pubblici di nuova assunzione saranno tagliati del 10%, e il numero complessivo sarà riportato ai livelli del 2005. L'aumento del gettito fiscale viene stimato in cinque miliardi di euro, di cui 1,9 in più provenienti dalle imposte sui redditi. Secondo il documento di circa 130 pagine, citato dalla "France Presse", il 40% della manovra, pari a sei miliardi, dovrà essere realizzato il prossimo anno. "Gli obiettivi del piano sono esigenti ma realistici - si legge nel documento -. La manovra genererà fiducia nel Paese e all'estero".

La crisi pesa sull'euro
Proprio la crisi irlandese continua a pesare sull'euro, sceso fino a quota 1,33 contro il dollaro, ampliando i minimi da circa due mesi dopo che l'agenzia Standard & Poor's ha declassato di due gradini i titoli di Stato dell'Irlanda, scesi a quota "A".

Intanto, la cancelliera Angela Merkel ha parzialmente corretto il tiro, affermando che Berlino è pronta a fare la sua parte negli aiuti all'Irlanda, dal momento che Dublino procederà a risanare i conti. Ma la Merkel ha anche ribadito che in futuro coloro che investono su titoli di Stato dell'area euro che offrono alti rendimenti, a fronte di rischi più elevati, dovranno subire almeno parte delle perdite di una eventuale insolvenza sui pagamenti.

Romani (Sviluppo economico): in Italia i conti sono a posto
La crisi irlandese non contagerà l'Italia. Ne è sicuro il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani. "Siamo tranquilli - dice -. Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare. Abbiamo messo a posto i conti e questo è stato pagato favorevolmente. Attendiamo i mercati, mi pare che l'Europa sia pronta a esserci e ad affrontare i momenti difficili. L'Italia ha fatto il suo dovere fino in fondi in tempi non sospetti, quando si diceva che non creava sviluppo ma solo rigore".

Minoranza: il prossimo governo non sarà vincolato al piano
Un futuro governo irlandese non sarà vincolato al piano quadriennale annunciato dal primo ministro Brian Cowen. La precisazione arriva da Enda Kenny, leader di Fine Gael, il principale partito di opposizione in Irlanda, secondo quanto riferisce Bloomberg. E la nuova tornata elettorale è prevista in Irlanda all'inizio dell'anno prossimo.

(fonte tgcom.it)

mercoledì 17 novembre 2010

MUTUI: ADESSO SI PUÒ CHIEDERE STOP ALLE RATE

Boccata d'ossigeno per le famiglie in difficolta': da oggi, infatti, e' possibile presentare alla banca la domanda per la sospensione delle rate del mutuo per la prima casa in presenza di precisi requisiti, tra cui la perdita del posto di lavoro o altri eventi sfavorevoli.

E' bene, tuttavia, affrettarsi perche' il Fondo di Solidarieta', varato dal ministero dell'Economia, ha una dote di 20 milioni ed opera nei limiti delle risorse disponibili.

Le rate possono essere sospese fino a 18 mesi. Possono presentare la richiesta i mutuatari che hanno stipulato finanziamenti fino a 250 mila euro. Il reddito di chi fa la domanda, inoltre, non puo' superare i 30 mila euro rilevati in base all'indicatore Isee che prende in considerazione la ricchezza complessiva del nucleo familiare.

Codacons all'attacco: l'associazione dei consumatori bolla l'agevolazione come una 'beffa' perche', sostiene, interessera' una ''esigua parte delle 530 mila famiglie che avrebbero la necessita' di sospendere le rate del mutuo. Addirittura inferiore alle 31 mila che sono riuscite ad ottenere la sospensione in base alla moratoria Abi''.

(fonte leggo.it)

lunedì 15 novembre 2010

Irlanda: fondi Ue per salvare le banche

Il ministro delle Finanze Brian Lenihan domani a Bruxelles

Dublino potrebbe rivolgersi all'Unione europea per ottenere risorse dal fondo di emergenza per sostenere le proprie banche. Secondo un quotidiano irlandese, l'Irish Independent, il ministro delle Finanze Brian Lenihan domani a Bruxelles chiedera' ai colleghi europei di poter accedere ai fondi europei proprio per salvare gli istituti di credito. Per i timori relativi al debito irlandese indici in calo sulle principali piazze europee.

(fonte ansa.it)

giovedì 28 ottobre 2010

BANCHE: POCHI UTILI, ITALIA PROSPETTIVE NEGATIVE

"Le prospettive del sistema bancario italiano restano negative a causa delle modeste proiezioni a breve termine di redditività e del protrarsi del quadro operativo sfavorevole". E' quanto afferma Moody's Investors Service nel suo ultimo rapporto sulle prospettive delle banche italiane.

"Oltre alla scarsa redditività, le previsioni sono influenzate dai bassi livelli di capitale e riserve delle banche italiane, insufficienti a far fronte ai crescenti problemi connessi alla qualità degli attivi" afferma Carlo Gori, Vice President, Senior Analyst ed autore del rapporto. Poiché per i prossimi due o tre anni Moody's prevede una crescita economica estremamente modesta, è probabile che a breve termine la qualità degli attivi delle banche italiane possa subire un ulteriore deterioramento, in quanto il quadro congiunturale debole è destinato a influire negativamente sulla capacità dei debitori di ripagare i prestiti. "Viste le poco incoraggianti prospettive economiche, Moody's prevede che gli utili delle banche continueranno a subire pressioni negative nei trimestri a venire, per effetto dell'aumento del costo del credito e della forte compressione del margine d'interesse netto. Inoltre, la frammentarietà del sistema bancario italiano, caratterizzato da strutture di costo relativamente rigide e da un limitato potenziale di crescita, continuerà probabilmente a costituire un ostacolo strutturale al recupero della redditività degli istituti", ha osservato Gori. L'outlook negativo si riflette anche sui rating di solidità finanziaria individuale (BFSR) di varie banche italiane, in particolare in termini di attività ponderate per il rischio. Tuttavia, sebbene le deludenti prospettive dei rating di numerosi istituti rispecchino le criticità esistenti, per Moody's gli istituti italiani beneficerebbero della disponibilità del governo di giungere in loro soccorso in caso di bisogno. Per questo motivo l'outlook di molti rating sui depositi e sui titoli di debito è stabile.