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giovedì 24 marzo 2011

SPARISCE TASSA SUL CINEMA, MA AUMENTA PREZZO BENZINA

Sparisce la tassa sul cinema, ma aumenta il prezzo della benzina. Il reintegro del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, con 149 miloni e tax credit «stabile e permanente», costerà carissimo agli italiani. Per finanziare il Fus e per cancellare, infatti, la contestata tassa di 1 euro sui biglietti del cinema, il governo ha deciso di aumentare l'accisa sui carburanti di 1-2 centesimi. La misura è stata annunciata dal sottosegretario Gianni Letta, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi.
«Abbiamo abolito l'aumento di un euro sui biglietti e finanziato stabilmente la tax credit, con risorse che derivano dalle accise sulla benzina: un piccolo sacrificio di uno o due centesimi, che tutti gli italiani saranno lieti di poter fare», ha detto Letta, spiegando che per il Fus «ritorna ai livello dell'anno scorso con 438 milioni, anzi qualcosa di più». Vengono stanziati «149 milioni di reintegro per lo spettacolo, 80 milioni per la conservazione dei beni culturali, 7 milioni per gli istituti culturali».

L'ACCISA L'accisa è l'imposta di fabbricazione sui carburanti che, insieme all'Iva, pesa per circa la metà sul prezzo di benzina e diesel. Il prezzo al consumo dei carburanti è infatti sostanzialmente la somma di due componenti: la prima è quella fiscale, la seconda quella industriale (materia prima e margine lordo delle compagnie petrolifere). La componente fiscale è costituita a sua volta da due elementi. Il primo è proprio l'accisa che attualmente nel nostro Paese è di 0,564 euro al litro per la benzina senza piombo, di 0,423 euro al litro per il gasolio e di 0,125 euro al litro per il gpl. Il secondo elemento è l'Iva, che si applica, nella misura del 20%, sia alla componente industriale che all'accisa. Se prendiamo a riferimento i due principali carburanti, la componente fiscale pesa per oltre la metà del prezzo alla pompa per la benzina senza piombo (circa 53%) e poco meno della metà per il gasolio auto (46% circa). Secondo quanto più volte ricordato dall'Adiconsum, il primo aumento dell'accisa risale addirittura alla guerra in Etiopia del 1935 (1,90 lire). Nel 1956 fu la volta della crisi di Suez (14 lire), seguito da altre 10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963 e da altrettante 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966. Tra il 1968 e il 1980 fu fatta leva ancora sulle accise per far fronte alle emergenze terremoti (10 lire per il Belice del 1968; 99 lire per il Friuli del 1976; 75 lire per l'Irpinia del 1980). Nel 1983 toccò alla guerra in Libano (205 lire), mentre nel '96 per il finanziamento della missione in Bosnia Erzegovina del furono applicate altre 22 lire. L'ultimo rincaro, almeno fino a quello annunciato oggi, risale al 2004: 0,020 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri.

REINTEGRATO IL FUS Un salvagente con 236 milioni di euro per spettacolo, tutela del patrimonio, istituti culturali, che viene garantito anche per i prossimi anni - sganciato quindi dalla legge finanziaria - grazie al finanziamento che arriva da una nuova accisa sulla benzina. Ma anche la restituzione dei 70 milioni di euro che erano stati congelati dalla legge di stabilità, oltre a 90 milioni per il tax credit - anche questi provenienti dall'accisa sulla benzina e quindi garantiti anche per i prossimi anni - e all'autorizzazione per nuove assunzioni, per il 2011 e non solo. Seppure minimamente limato rispetto alle esigenze che erano state sottolineate dal ministero (un documento preparato dagli uffici di via del collegio romano contava un totale di circa 400 milioni, la somma finale arriva a 396) il reintegro arrivato oggi con il decreto varato dal governo consente un deciso respiro di sollievo per il finanziamento pubblico alla cultura, salvando il ministero da oggi affidato a Giancarlo Galan da una bancarotta ormai annunciata.
Di seguito le cifre:
FUS: a rimpinguare le casse del Fondo Unico per lo Spettacolo ridotto nel 2011 a 258 milioni di euro, arrivano 149 milioni ricavati dalla nuova accise sulla benzina, ai quali vanno aggiunti i 27 milioni che erano stati congelati per effetto della legge di stabilità. In totale quindi 434 milioni, ai quali si aggiungono circa 90 milioni di risorse per il Tax Credit - ovvero le agevolazioni fiscali per il cinema- che da oggi diventa una misura definitiva. Lo sganciamento dalla legge finanziaria garantisce l'arrivo di 149 milioni l'anno per sempre in aggiunta alla base Fus che per il 2012 è di 262 milioni e per il 2013 di 264 milioni.
TUTELA PATRIMONIO: per la tutela del patrimonio, il documento preparato dagli uffici del ministero dei beni culturali contava una esigenza di 'non meno di 200 milioni di eurò. Dal decreto varato oggi arrivano 80 milioni l'anno ai quali bisogna aggiungere la restituzione di 50 milioni che erano stati congelati dalla legge di stabilità. Nonchè, particolarmente importante anche dal punto di vista dei conti la norma che consente nuove assunzioni a Pompei (30 nel 2011) ma anche di rimpinguare sostanziosamente l'organico del ministero con altre 170 assunzioni in tutta Italia e poi di garantire il turn over anche negli anni successivi. Questa norma in particolare, contano al ministero, dovrebbe permettere, nel giro di 4-5 anni, di rimpinguare gli organici da anni depotenziati del mibac.
ISTITUTI CULTURALI: per gli istituti culturali, decurtati dal super taglio dalla manovra anticrisi dell'estate scorsa, arrivano 7 milioni di euro.

ADOC: MISURA ASSURDA L'aumento delle accise sulla benzina per sostenere il settore dello spettacolo è «un provvedimento assurdo e gravoso per i consumatori, che a causa dei rincari hanno già subito un danno di 300 euro». Lo afferma l'Adoc, commentando la decisione del consiglio dei ministri. La misura, afferma l'associazione dei consumatori, «è in palese contraddizione con quanto espresso durante la riunione di ieri con il ministro Romani, dove si è discusso di intervenire su Iva e accise in modo da ridurre i prezzi dei carburanti. Invece di imporre nuove tasse, dovrebbero essere tagliate di 8 centesimi le attuali accise, per riportare il costo della benzina nella media europea». Secondo i calcoli dell'Adoc, l'aumento dei carburanti registrato in questi mesi «ha già costituito un oneroso aggravio per le famiglie, pari a circa 300 euro, ed è alla base di un potenziale rincaro dei prezzi dei prodotti trasportati, che si traduce in un'impennata dell'inflazione. Crediamo che una politica sui carburanti debba essere decisa in maniera strategica e non deve diventare uno strumento per risolvere i problemi, seppure gravi, di altri settori come lo spettacolo. Questo bene, già particolarmente costoso, non può essere utilizzato come forma di finanziamento».

CODACONS: E' UNA FOLLIA La decisione di introdurre un aumento della accise da 1 o 2 centesimi sulla benzina è «una follia». Lo afferma il Codacons commentando in una nota l'annuncio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. «Il Governo ha pensato di eliminare un provvedimento sbagliato, ossia la tassa da 1 euro sul biglietto del cinema, introducendo una misura ancor più sbagliata, ossia un incremento delle accise da 1 o 2 centesimi di euro sulla benzina. - spiega il Codacons - Considerati i prezzi attuali dei carburanti, giunti alle stelle, e la frequenza con cui un cittadino fa rifornimento, si capisce chiaramente come il sacrificio richiesto agli utenti sia tutt'altro che piccolo, e nessun italiano sarà lieto di dare il proprio contributo. Oltretutto - prosegue l'associazione - un rincaro della benzina, seppur minimo, rischia di avere ripercussioni sul tasso di inflazione, con danni enormi per la collettività».

(fonte leggo.it)

lunedì 14 marzo 2011

CARO GREGGIO E BOLLETTE: AD APRILE 25 EURO IN PIÙ

La crisi in Libia ha provocato un caro del greggio che ha già spinto la benzina oltre i prezzi massimi, e presto si ripercuoterà anche sulle bollette della luce e del gas. Secondo gli esperti di Nomisma Energia, già ad aprile si dovrebbe registrare un aumento del 2% del metano e dell'0,8% dell'elettricità.Un aumento che, se sarà confermato dall'Authority per l'energia nel consueto aggiornamento trimestrale atteso a fine marzo, si tradurrebbe in un aggravio di quasi 25 euro su base annua della spesa di ogni famiglia (+21,2 euro per il gas, +3,2 euro per la luce). «Dopo le fiammate del prezzo della benzina, tornato ai massimi di luglio 2008, stanno arrivando le stangate sulle tariffe elettriche e del gas», spiega Davide Tabarelli, esperto di Nomisma Energia, sottolineando che se le previsioni trovassero conferma nell'aggiornamento tariffario dell'Autority, si tratterebbe del secondo aumento trimestrale consecutivo per il gas e del primo rincaro delle bollette elettriche da oltre due anni. Nel prossimo trimestre aprile-giugno - spiega Tabarelli - le bollette del gas sono attese registrare un incremento del 2% a 76,5 centesimi al metro cubo che per una famiglia tipo (1.400 metri cubi consumati in un anno) si tradurrebbe in un aggravio di 21,2 euro su base mensile. Una stima che - aggiunge - è basata sul «calcolo automatico e fissato dalle regole dell'Autorità». Sul fronte della luce per la quale le stime «sono più difficili», le previsioni lasciano ipotizzare - prosegue - un rincaro dello 0,8%. Vale a dire un aumento a 15,7 centesimi al chilowattora che per la stessa famiglia tipo (225 chilowattora consumati in un mese ed una potenza impegnata di 3 chilowatt) significherebbero un aumento della spesa annua di poco più di tre euro. Gli attesi rincari dovrebbero essere i primi di una lunga serie, fa notare l'esperto di Nomisma Energia spiegando che si attende un trend rialzista «che continuerà per tutto il 2011» per «i meccanismi, regolatori o di mercato, con i quali vengono trasferiti ai consumatori finali i maggiori costi del petrolio». L'Italia «è tra i paesi più esposti alle dinamiche internazionali del petrolio, e lo si vede proprio nelle bollette, con il prezzo del gas che di fatto, con un ritardo di nove mesi, è ancorato a quello del barile. Ed è anche la fonte più usata nella generazione elettrica».

(fonte leggo.it)

martedì 1 marzo 2011

Gazprom raddoppia forniture gas

Dopo il taglio del flusso dalla Libia

Gazprom ha aumentato di 2,5 volte le sue forniture all'Italia dopo il taglio del flusso di gas proveniente dalla Libia. Fonti bene informate legate al colosso energetico russo hanno diffuso la decisione presa dall'azienda. E' del 22 febbraio la comunicazione dell'Eni sulla chiusura del gasdotto Greenstream, che porta il gas dalla Libia in Sicilia. Il giorno dopo la stessa Eni aveva annunciato l'incremento dei flussi di gas da Paesi del nord.

"Aumento ma nei limiti del contratto"
Gazprom ha poi precisato che l'aumento delle forniture non supera per ora i limiti degli impegni contrattuali.

"Le notizie che riceviamo dalla Libia sono contraddittorie: a Tripoli in questo momento, ad esempio, c'è una calma piatta". Così l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni. "Ci auguriamo che tutto questo finisca presto", aggiunge Scaroni a margine di un convegno a Menaggio (Como), secondo il quale la produzione totale, quindi di tutte le compagnie nel Paese nordafricano, è ferma per i due terzi della capacità, anche se al momento non ci sono notizie di rischi di black out energetico.

A. Saudita: "Assicurare stabilità"
Alla luce delle tensioni provocate dal parziale blocco delle forniture libiche, il governo dell'Arabia Saudita in una dichiarazione ufficiale ha voluto riaffermare "la politica del regno per la stabilità del mercato petrolifero". L'impegno è rendere disponibili forniture di greggio al mercato, con un aumento dell produzione che compensi il mancato approvvigionamento da parte libica.

(fonte tgcom.it)

mercoledì 9 febbraio 2011

Benzinai minacciano sciopero

Categoria conferma mobilitazione contro riforma rete

I benzinai del coordinamento Faiab Confesercenti e di Fegica Cisl confermano lo stato di mobilitazione generale e minacciano ancora il ricorso allo sciopero 'in difesa della loro autonomia messa a repentaglio da un provvedimento di legge che il Ministro dello Sviluppo Economico si appresta a portare in Cdm'. Un provvedimento, sottolineano, che se dovesse confermare le indiscrezioni trapelate 'rappresenterebbe un ulteriore regalo alla potente lobby dei petrolieri e dei retisti indipendenti'.

(fonte ansa.it)

giovedì 27 gennaio 2011

Tassa soggiorno, hotel protestano

Minacciata la chiusura il 17 marzo

I vertici di Federalberghi-Confturismo minacciano la chiusura dei 34mila alberghi italiani il giorno 17 marzo per protestare contro l'introduzione della tassa di soggiorno. Le associazioni hanno proclamato da subito lo stato di agitazione annunciando che se la "sciagurata ipotesi vessatoria nei confronti dei consumatori italiani e stranieri" fosse confermata, gli hotel saranno invitati a non ricevere prenotazioni il 17 marzo, festa dell'Unità d'Italia.

Quel giorno, nel quale si prevede come oltre 2 milioni di turisti tra italiani e stranieri pernotteranno nelle strutture alberghiere di tutta Italia, il mancato introito economico potrebbe portare l'erario a perdere tra tassazioni dirette ed indirette circa 100 milioni di euro.

Oltre allo "sciopero" del 17 marzo, la Federazione "ha anche deciso ulteriori ed estreme forme di protesta ed iniziative di piazza se la Commissione bicamerale sul federalismo non batterà un colpo a favore di quelle imprese che quotidianamente sostengono l'economia e l'occupazione di questo Paese".

"Dopo due anni consecutivi di gravissima crisi economica - sottoline Federalberghi - le imprese ricettive italiane dichiarano uno stato di enorme difficoltà e pur mantenendo una disponibilità a discutere forme fiscali strutturate, pretendono dal Governo e dal Parlamento quella attenzione che finora non hanno avuto modo di vedere".

"Colpo mortale alle imprese"
"Quella che sembra prendere quota, è semplicemente una nuova tassa su chi viaggia e pernotta fuori casa non solo per vacanza, ma anche per lavoro o per motivi di salute" ha commentato il presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, sulla tassa di soggiorno inserita nelle misure del federalismo fiscale municipale. "Una tassa del genere, richiesta dai Comuni e favorita dal Governo - prosegue Bocca - rischia di servire solo a ripianare le languenti casse municipali e potrebbe inferire il colpo mortale a migliaia di imprese ricettive dopo due anni di crisi drammatica". "Una tassa del genere - prosegue il presidente degli Albergatori italiani - colpisce unicamente le imprese ricettive, creando ulteriori danni all'economia del Paese ed all'occupazione, che nel solo 2010 ha subito una flessione del 2,4% di lavoratori.

Federalberghi condivide la necessità che il Paese si modernizzi e ritiene l'avvento del federalismo fiscale un passaggio fondamentale, ma "non possiamo non stigmatizzare come la strada imboccata dal governo e dalla Bicamerale sul federalismo sia un angusto vicolo cieco, contro il quale rischia di andare a sbattere uno dei pochi settori realmente produttivi dell'Italia" conclude Bocca.

(fonte tgcom.it)

giovedì 13 gennaio 2011

Sciopero bus e metro il 26 gennaio

Proclamato dai sindacati di base del trasporto pubblico locale

I sindacati di base del trasporto pubblico locale hanno proclamato uno sciopero di 24 ore del settore per il 26 gennaio. Ad indire lo stop di bus e metro per l'intera giornata sono stati i sindacati di base USB Lavoro Privato, Cobas del Lavoro Privato e Slai Cobas.

(fonte ansa.it)

giovedì 23 dicembre 2010

MILLEPROROGHE, BUFERA CINEMA. STRALCIATO IL PIANO PER POMPEI

Via libera a 400 milioni di euro per il 5 per mille: il consiglio dei ministri ha varato il decreto milleproroghe, il tradizionale provvedimento di fine anno che sposta alcune scadenze. Confermati per sei mesi gli incentivi per il settore cinematografico senza aumenti del biglietto. In una 'bozzà figurava invece la copertura del provvedimento proprio con il rincaro di 1 euro per entrare nelle sale. Non c'è invece il bonus fiscale per i gestori delle pompe di benzina i quali, in assenza di impegni del governo, hanno annunciato uno sciopero. Non figurerebbe neanche la proroga degli sfratti, per i versamenti fiscali dei terremotati dell'Aquila, mentre arriva un aiuto per gli alluvionati del Veneto. Ecco in sintesi le novità.

400 MLN PER 5 PER MILLE, TAGLI A EDITORIA. I fondi 2011 comprendono: 100 milioni già stanziati nella legge di stabilità e 100 già assegnati nella stessa Finanziaria per i malati di Sla che vengono convogliati nella voce 5 per mille ma restano a disposizione della questione sclerosi. Tagli per 50 milioni all'editoria, per 45 all'emittenza radio-tv, 50 mln da risorse nell'ambito del patto di stabilità e 55 da risorse non spese. «Il governo ha mantenuto gli impegni», sottolinea Maurizio Lupi del Pdl mentre Vincenzo Vita (Pd) commenta che i tagli all'editoria sono di «una gravità inaudita». «Resto attonito: un tale modo di procedere evidenzia l'arbitrarietà di scelte non coerenti e il totale disinteresse per chi amministra aziende in gravi situazioni finanziarie», dichiara il presidente Fieg Carlo Malinconico.

CINEMA: SÌ SGRAVI, NO CARO-BIGLIETTO. Il settore vedrà per sei mesi confermati gli aiuti (45 milioni di euro), mentre il testo entrato in Cdm vedeva una conferma per tutto il triennio 2011-2013 a fronte del rincaro dei biglietti di 1 euro. Aumento che viene escluso sia dal ministero dell'Economia che da quello per i Beni culturali.

CASE FANTASMA, DUE MESI DI PIÙ. L'emersione degli immobili sconosciuti al catasto sarà possibile fino al 28 febbraio 2011.

ALLUVIONATI VENETO. Il termine per il versamento delle tasse scadrà a 30 giugno 2011. «È il migliore augurio di Buon Natale per coloro che hanno subito danni a seguito delle recenti alluvioni», commenta il ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi spiega che «si tratta di un adempimento doveroso nella continua attenzione alle pesanti conseguenze dell'evento calamitoso». «Un risultato importante», dice il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta.

MANCA BONUS BENZINA. I gestori hanno minacciato lo sciopero.

NON C'È PROROGA SFRATTI. «Il Governo chiude gli occhi davanti al dramma degli sfratti», dicono Cgil e Sunia.

ALLARME DALL'AQUILA. Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente sottolinea che «nonostante le ripetute rassicurazioni e dichiarazioni del presidente Berlusconi, i residenti dei Comuni del cratere sismico non avranno la proroga nella restituzione delle tasse».

POMPEI. Stralciato il piano straordinario. - WI-FI. Inserita la liberalizzazione del Wi-Fi ma viene mantenuta la necessità di ottenere una licenza del questore per gli internet-point.

CARTA D'IDENTITÀ. Slitta al 2012 l'avvio della carta d'identità con fotografia e impronte digitali della persona.

FONDO UNICO SPETTACOLO. Niente reintegro dei fondi. «Si stringe la corda al collo della cultura italiana», dichiara il leader di Alleanza per l'Italia Francesco Rutelli.

ECOBONUS TRASPORTI. «Una decisione giusta che rispetta l'ambiente e risponde alle attese del mondo del trasporto», commenta il vicepresidente di Confcommercio, Paolo Uggè.

INTRAMOENIA MEDICI. Ancora un anno per la libera professione intraospedaliera 'allargatà, cioè svolta in strutture alternative.

(fonte leggo.it)

mercoledì 17 novembre 2010

A NATALE IL 70% DEGLI ITALIANI COMPRERÀ I REGALI ON-LINE

Come ogni anno è partito il conto alla rovescia per le spese natalizie e chi non avrà voglia di fare code oppure vorrà programmare acquisti a tutte le ore potrà affidarsi alla rete, una modalità sempre più diffusa tra gli italiani anche per cercare suggerimenti e comparare prezzi, soprattutto sui prodotti tecnologici, i più agognati. Due ricerche, una della Nielsen attraverso BuzzMetrics e un'altra di Tns Internation per eBay, svelano i comportamenti e le preferenze. A rivolgersi al web per fare regali di Natale, secondo la ricerca eBay saranno circa 7 milioni di italiani, il 31% in più dell'anno scorso. E chi fa acquisti in rete si muove solitamente prima: lo scorso anno, ad esempio, è stato il 1 dicembre il giorno di maggior shopping degli italiani su eBay. Dall'indagine emerge anche che la spesa prevista quest'anno sarà di circa 225 euro complessivi per i regali (il 15% spenderà invece 400 euro), 135 euro per gli addobbi, biglietti augurali e altre spese legate alla festività. Solo in regali, il prossimo Natale costerà agli italiani circa 5 miliardi di euro. Se in media ciascuno acquisterà nove regali sono le donne che, con 11 doni contro otto per gli uomini, si dimostrano più generose in fatto di quantità ma più attente al risparmio. La ricerca rivela infatti che il cosiddetto sesso forte spenderà in media molto di più. Qualche esempio? 138 euro per il partner contro gli 86 euro delle donne e 80 euro per gli amici contro i 49 euro delle donne. Il mese che precede le feste solitamente rappresenta un momento di valutazione per iniziare a pianificare acquisti e in questo senso la rete può venire in aiuto per raccogliere informazioni. A questo proposito lo studio Nielsen-BuzzMetrics rivela quanto conta il passaparola digitale: prendendo ad esempio i dati dello scorso anno, tra il 15 Novembre 2009 e il 15 Gennaio 2010 ha generato oltre 36 mila conversazioni. I più desiderati e regalati sono stati i telefoni cellulari e in particolare gli smartphone (hanno occupato il 21% delle conversazioni). Apple ha generato il 26% delle conversazioni online inerenti questa categoria: è l'IPhone il principale oggetto di attenzione; Nokia è presente in una conversazione su cinque, mentre Blackberry e Htc sono citati in circa il 5% delle conversazioni, ciascuno. Altro settore molto discusso in rete è quello delle Console e dei Videogiochi: la PlayStation batte la Wii con il 42% delle conversazioni contro il 34%. Xbox è discussa nel 18% dei post. Ma cosa si aspettano di trovare sotto l'albero gli italiani? Secondo la ricerca eBay-Tns International, il 22% dichiara di desiderare un viaggio (percentuale che sale al 26% per le donne), mentre il 12% vorrebbe ricevere vestiti e accessori moda. Riguardo gli uomini, invece, il 15% preferirebbe ricevere oggetti tecnologici e il 16% oggettistica per il fai da te. Se lo shopping rappresenta un aspetto del Natale, secondo la ricerca eBay sono anche altre le caratteristiche delle festa: stare in famiglia (28%), ricevere i regali (24%), non andare in ufficio (22%) e la tredicesima (21%).

(fonte leggo.it)

martedì 16 novembre 2010

BOLLETTE: ACQUA "D'ORO'" A MILANO, CAGLIARI BOOM RIFIUTI

Milano è tra le città più convenienti per il costo dell'acqua: una famiglia tipo di 3 persone spende annualmente nella città della Madonnina meno di un terzo di quanto paghi un analogo nucleo familiare a Firenze. Mentre per i rifiuti a Cagliari si spende 2,5 volte quanto si sborsa a Campobasso. Sono alcuni dei risultati che emergono dal monitoraggio ancora in corso sulle tariffe locali condotto dall'Osservatorio 'Prezzi e Mercatì di Indis, Istituto dell'Unioncamere specializzato nella distribuzione, che fornisce un'idea chiara dei differenziali di spesa e di andamento da un territorio all'altro. Il monitoraggio, che è ancora in corso, si concentra sugli anni 2008/2009 e riguarderà circa 50 capoluoghi di provincia, che rappresentano circa il 30% della popolazione complessiva. Fra i principali capoluoghi di regione ad oggi monitorati - spiega la nota - Cagliari, Milano e Palermo sono le città in cui le famiglie pagano le tasse per i rifiuti solidi urbani più elevate. Firenze, Genova e Bari quelli in cui l'acqua costa di più. I dati mostrano che, per quanto riguarda la tariffa dei rifiuti solidi urbani pagata dalle famiglie, la variazione del 4,6% rilevata dall'Istat nel 2009 sintetizza tassi di crescita delle diverse città compresi tra il -1% e il +57%. In termini di livelli, la spesa per una famiglia tipo composta da tre componenti varia sul territorio con un rapporto da 1 a 2,5, dal valore più basso, pari a 130 euro annui, di Campobasso fino al più alto, pari a 330 euro, di Cagliari. Anche sull'acqua potabile le differenziazioni territoriali sono ampie. La variazione del 5,9% rilevata dall'Istat nel 2009 sintetizza tassi di crescita compresi tra il -13% e il +33%. In termini di livelli, fra i capoluoghi di regione la spesa per una famiglia tipo composta da tre componenti varia sul territorio con un rapporto da 1 a 4, dal valore più basso, pari a 81 euro annui, di Milano fino al più alto, pari a 317 euro, di Firenze. Per quanto riguarda, infine, le tariffe pagate dalle utenze non domestiche (pmi) si riscontrano sul territorio differenze ancora più ampie. Su 96 capoluoghi di provincia, per un profilo tipo di un albergo, ad esempio, la tariffa dei rifiuti solidi può variare dai 1.000 euro l'anno fino a 16.000, con un rapporto di 1 a 15. Per la tariffa dell'acqua potabile la spesa oscilla dai 7.000 euro l'anno fino a 38.000, con un rapporto di 1 a 20. Ecco di seguito le due tabelle sulle tariffe dei rifiuti e dell'acqua potabile (spesa annua tutto compreso per famiglia di tre componenti nel 2009).

(fonte leggo.it)

mercoledì 20 ottobre 2010

'Memo' per rinnovo patenti e revisioni

Il web ti ricorda le scadenze, iscrizione su vivifacile.gov.it

Vita piu' facile per 45 milioni di automobilisti, dopo un protocollo d'intesa fra i ministri della PA Brunetta e quello delle Infrastrutture Matteoli. Da novembre si potranno ricevere sul computer (o sul telefonino) informazioni o avvisi relativi alla scadenza della patente, aggiornamento sui punti patente, avvisi sulla data di revisione dei veicoli. Per usufruire di questo servizio della Motorizzazione civile, da oggi ci si puo' iscrivere gratuitamente al portale www.vivifacile.gov.it.

(fonte ansa.it)

lunedì 18 ottobre 2010

Si' a class action su Iva riscaldamento

Sunia, risparmi tra 80 e 140 euro l'anno

La class action del Sunia contro l'Agenzia delle Entrate 'e' stata accolta'. Lo riferisce il sindacato degli inquilini, spiegando che l'Iva per il metano a usi civili per riscaldamento e acqua calda sara' al 10%.

'Milioni di famiglie - dice il Sunia - risparmieranno dagli 80 ai 140 euro l'anno'. L'Agenzia - spiega il Sunia - ha ricevuto la notifica il 15 luglio, e 'allo scadere di questo termine, per evitare il procedimento al Tar, ha deciso di modificare una prassi che andava avanti da anni.

(fonte ansa.it)

lunedì 26 aprile 2010

P.A.: al via e-mail certificata

Possono richiederla 50 mln maggiorenni, ha valore raccomandata

E' partito, con la prima iscrizione del ministro Brunetta, il servizio di Posta elettronica certificata (Pec) nella Pubblica amministrazione. Ha valore legale di raccomandata con ricevuta di ritorno e consente a quasi 50 milioni di italiani maggiorenni di comunicare con la Pubblica amministrazione. 'Un mondo nuovo', ha detto Brunetta, 'che permettera' ai cittadini un risparmio di tempo e denaro' nella richiesta di informazioni e certificati agli uffici (dall'anagrafe al catasto, alle Asl).

(fonte ansa.it)

mercoledì 14 aprile 2010

Telecom Italia, calano gli utili. Bernabè: "Ma obiettivi raggiunti"

Il 2009 chiuso a 1,58 miliardi, 596 milioni in meno rispetto all'anno precedente. Per Sparkle, accantonati 507 milioni. Dividendo a 5 centesimi. L'amministratore delegato: "Risultati molto soddisfacenti. Dividendo in crescita l'anno prossimo e nuovi tagli alla forza lavoro".
Telecom Italia, calano gli utili Bernabè: "Ma obiettivi raggiunti"

Telecom Italia chiude il 2009 con un utile netto in calo di 596 milioni a 1,58 miliardi di euro. E' quanto si legge in una nota, secondo cui il cda ha deliberato la distribuzione di un dividendo di 5 centesimi per le azioni ordinarie e di 6,1 centesimi per le azioni risparmio, invariato rispetto all'anno scorso. A seguito della vicenda giudiziaria che ha coinvolto Sparkle, Telecom ha accantonato 507 milioni di euro al fondo rischi e ha rideterminato i dati comparativi dell'esercizio 2008 nonché i principali dati economico-finanziari degli esercizi 2005, 2006 e 2007.

L'amministratore delegato Franco Bernabè parla di "risultati molto soddisfacenti": Telecom Italia, afferma, ha raggiunto gli obiettivi di margine operativo lordo e debito per il 2009 "grazie a un incisivo controllo dei costi e a un continuo recupero di efficienza" che confermano "l'efficacia della strategia e ci consentono di remunerare gli azionisti con un monte dividendi di circa 1 miliardo di euro". Buona la reazione dei mercati: il titolo è salito subito di tre punti.

Bernabè promette un dividendo in crescita a partire dall'anno prossimo. "La strategia per il prossimo triennio - dice l'ad di Telecom -, l'obiettivo di crescita del free cash flow, insieme alla ripresa dei ricavi e la riduzione dei costi" permetteranno a Telecom di raggiungere l'obiettivo di riduzione del debito a meno di 28 miliardi nel 2012, "e questo ci darà la flessibilità necessaria per aumentare il dividendo già dal prossimo anno". Una flessibilità che passa anche per il taglio della forza lavoro, ridotta del 10% in meno di due anni. "E ci saranno ulteriori riduzioni - annuncia Bernabè,senza fare numeri o citando nuovi esuberi -. Lo facciamo per essere competitivi: vogliamo essere sempre più snelli per trasferire questa efficienza a tutti i nostri stakeholder".

(fonte repubblica.it)

giovedì 8 aprile 2010

British Airways e Iberia si fondono

Trasporti,nasce nuovo gigante dei cieli

La compagnia aerea britannica British Airways e il suo partner spagnolo Iberia hanno annunciato la firma dell'accordo di fusione. L'intesa, attesa da novembre, porterà alla creazione di uno dei più grandi vettori aerei del mondo. Il nuovo gruppo trasporterà 59 milioni di passeggeri all'anno. La fusione dovrà ricevere il "via libera" delle autorità per la concorrenza dell'Ue.

Entro la fine del 2010 il nuovo colosso, l'International Airlines Group, dovrebbe prendere il volo. La nuova società sarà quotata nelle borse di Londra e Madrid. La sede principale situata nella capitale inglese, e British Airway avra' il 55 per cento e Iberia il restante 45 per cento dell'azionariato di IAG. Inoltre, potra' contare su una flotta di 408 velivoli e di un traffico stimato in 58 milioni di passeggeri.

La fusione tra i due colossi dell'aria permetterà alle due compagnie risparmi per 400 milioni di euro, con benefici sia per gli azionisti che per il personale e i passeggeri.

L'intesa sarà ora soggetta all'approvazione della Commissione Europea e degli organismi che ne regolano la concorrenza, oltre che al giudizio degli azionisti delle rispettive compagnie. Nel comunicato si specifica inoltre la possibilità per Iberia di ritirarsi dall'accordo se Ba non riuscirà a risolvere in modo soddisfacente il problema del deficit del proprio fondo pensionistico.

(fonte tgcom.it)

Fastweb -Telecom Sparkle recuperati 542 milioni di euro

Già versati dalle due società indagate all'Agenzia delle Entrate 298 milioni in contanti.
Il resto è costituito da fideiussioni. Gli inquirenti cercano ora i beni all'estero acquistati con i fondi neri


La procura di Roma ha recuperato circa 542 milioni di euro dalle società Fastweb e da Telecom Sparkle, danaro che costituisce il provento dell'Iva non versata allo Stato nell'ambito delle operazioni illecite scoperte nell'inchiesta riguardante, tra l'altro, un maxiriciclaggio di circa due miliardi di euro. La somma è stata di fatto messa a disposizione dell'Agenzia delle Entrate: le imprese hanno evitato in questo modo il commissariamento, che era stato chiesto dall'ufficio dell'accusa.

In particolare Telecom Italia Sparkle verserà presto 298 milioni di euro, attraverso la capogruppo Telecom Italia, al ministero delle Finanze. A questa cifra si aggiungerà una fideiussione di 123 milioni, per le sanzioni da Iva non pagata. Infine Telecom Sparkle metterà a disposizione degli uffici giudiziari altri 72 milioni, sempre tramite una fideiussione. Questa somma serve a garanzia di quanto sarebbe da confiscare. "E' l'utile illecito individuato e che è stato messo a disposizione con grande collaborazione", sottolinea la procura.

Per quanto riguarda invece Fastweb, la società ha provveduto a versare all'Agenzia delle Entrate 38 milioni quale pagamento dell'Iva evasa. L'azienda ha inoltre fornito agli uffici giudiziari una fidejussione di 11 milioni a garanzia dei presunti profitti illeciti che saranno quantificati al termine del processo.

Nel frattempo proseguono le indagini della procura finalizzate al recupero dei proventi illeciti ottenuti dagli indagati, a cominciare dal presunto capo dell'associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, Gennaro Mokbel.
Gli inquirenti stanno tentando di individuare i fondi neri creati all'estero con il reimpiego dell'Iva non pagata. Si tratta di beni mobili (diamanti, gioielli, opere d'arte, auto, imbarcazioni) e immobili che potrebbero trovarsi oltre che in Italia, anche all'estero, in particolare in Gran Bretagna, Lussemburgo, Francia, Svizzera, Cipro, Seychelles, Panama, Dubai, Singapore e Hong Kong.

(fonte repubblica.it)

martedì 30 marzo 2010

Fastweb, Scaglia lascia il Cda

Augura lavoro sereno a dipendenti

Il fondatore di Fastweb, Silvio Scaglia, si è dimesso dal consiglio d'amministrazione della società. Scaglia, attraverso i suoi avvocati, ha rassegnato le sue irrevocabili dimissioni da consigliere di amministrazione del Cda di Fastweb, al presidente Carsten Schloter. Nella sua lettera di dimissioni, Scaglia ha augurato al Cda, alla società e a tutti i dipendenti di Fastweb "un sereno e positivo sviluppo delle attività".
(La Presse)

"Un gesto che, anche alla luce dell'ipotesi di commissariamento di Fastweb, dimostra - a detta dei legali - la volontà del fondatore di evitare che la sua vicenda giudiziaria possa recare danno, direttamente o indirettamente alla società".

Scaglia aveva un incarico di mera rappresentanza, non esecutivo dal giugno del 2007.

(fonte tgcom.it)

mercoledì 24 marzo 2010

Mediaset,Confalonieri:risultati ok

Berlusconi: "Centrati nostri obiettivi"

"I risultati 2009 sono molto buoni" e Mediaset guarda con "fiducia" al prossimo futuro. E' quanto ha affermato il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, introducendo la presentazione dei conti 2009 agli analisti finanziari. "Nell'anno peggiore per l'economia abbiamo centrato due obiettivi: registrare un utile importante e investire nel nostro sviluppo". Lo ha detto il vice presidente di Mediaset Pier Silvio Berlusconi.

Confalonieri: "Completeremo acquisto de la Cuatro"
Mediaset conferma di attendersi di perfezionare l'acquisizione della tivù spagnola Cuatro per il terzo trimestre. Lo ha detto il presidente Fedele Confalonieri, aprendo l'incontro con gli analisti. "Ci aspettiamo di poter chiudere l'operazione nel corso del terzo trimestre di quest'anno", ha detto, dopo aver spiegato che è appena stata completata la fase di analisi contabile (due diligence) della società acquistata dal gruppo Prisa nello scorso dicembre.

Fiducia per il 2010
Confalonieri ha sottolineato che "il 2010 sarà un anno di svolta. Oltre a concreti segnali di ripresa - ha evidenziato il presidente Mediaset - abbiamo un progetto industriale improntato allo sviluppo". Anche il vice presidente Pier Silvio Berlusconi ha detto di "essere molto soddisfatto dei risultati ottenuti nel 2009".

Confalonieri ha poi messo in risalto che nonostante il contesto macroeconomico difficile "non solo abbiamo realizzato risultati molto buoni ma abbiamo dato segnali positivi al paese". Sul piano economico i risultati sono "eccellenti" con un monte dividendi di 250 milioni di euro che porta "a 4,4 miliardi di euro i dividendi distribuiti da Mediaset dalla quotazione".

Premium in pareggio entro l'anno
Crescita robusta della pay tv di Mediaset. Il vice presidente Pier Silvio Berlusconi ha annunciato che il totale dei clienti di Premium domenica scorsa ha raggiunto quota 4,148 milioni, rispetto ai 3,7 milioni di fine 2009 ed ha confermato che "Premium nel 2010 raggiungerà il break even e inizierà a generare profitti". Berlusconi ha aggiunto che nel 2010 "i clienti di Premium crescono al ritmo di oltre 5 mila al giorno".

Confalonieri: "Sky è già dominante, niente spazi sul digitale"
Non ci sono spazi sul digitale terrestre per un ingresso di Sky. Questa la posizione di Confalonieri in merito alle valutazioni Ue sulla richiesta di Sky di poter investire nel digitale terrestre, mercato da cui è esclusa per il momento data la posizione di monopolista nel satellitare. "La nostra posizione è molto chiara - ha detto davanti agli analisti - : in compagnia di tutti gli altri operatori tv diciamo che non ci sono cambiamenti tali sul mercato che consentano al monopolista satellitare di acquisire le scarse frequenze di trasmissione, già insufficiente per gli operatori attuali". Confalonieri ha poi aggiunto: "Nessun operatore tv è riuscito a scalfire il monopolio Sky sul satellite: ciò che invece la Commissione europea auspicava che accadesse".

Adreani: migliora la raccolta pubblicitaria
Mediaset stima di chiudere il primo trimestre con una raccolta pubblicitaria per l'Italia in crescita del 5%, come ha spiegato l'amministratore delegato Giuliano Adreani. "Chiuderemo il primo trimestre a +5%", ha detto. "Il 2010 parte bene perché si confornta con un 2009 orribile. C'è un cambiamento importante, i clienti credono che se aumenteranno gli investimenti aiuteranno la crescita e l'economia a uscire dalla crisi". Già a gennaio Mediaset aveva registrato un incremento della raccolta pubblicitaria in Italia del 3,3% rispetto allo stesso mese del 2009.

(fonte tgcom.it)

lunedì 22 marzo 2010

Lunedì nero per chi viaggia in aereo in sciopero personale Alitalia e Meridiana

Piloti e assistenti delle due compagnie si fermeranno dalle 12 alle 16.
Astensione dal lavoro anche per gli addetti ai servizi di terra

Sarà un lunedì "di passione" per chi aveva messo in programma di viaggiare in aereo. Sono state confermate infatti le agitazioni del personale Alitalia e Meridiana Fly, mentre prosegue la protesta del personale di cabina della British Airways che avrà effetti, seppur limitati, anche nel nostro Paese.

Oggi, dalle 12 alle 16, si asterranno dal lavoro piloti ed assistenti di volo del Gruppo Alitalia Cai-AirOne, aderenti alla Filt Cgil e alle associazioni professionali dei piloti Ipa (associazione federata alla Cgil, n.d.r.) e Anpac organizzione che dovrebbe confluire nell'Ipa, n.d.r.). Allo sciopero aderiscono anche gli assistenti di volo dell'Avia e dello Sdl. Le ragioni vanno ricercate "nella mancata soluzione a tutti i problemi del personale navigante". Si fermeranno, sempre dalle 12 alle 16, anche i dipendenti Alitalia aderenti a Federvolo e Assovolo-Cisal.

Nella stessa giornata, nelle stesse ore, sciopererà tutto il personale di Meridiana Fly. La protesta è stata indetta da Filt Cgil, Anpac, Up, Avia e Sdl. E domani si fermano anche gli addetti all'handling di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil-trasporti e Ugl-trasporti di tutti gli scali nazionali per "l'indisponibilità delle aziende di handling e dell'associazione Assohandlers al rinnovo del contratto, scaduto da oltre due anni".

Informazioni all'800.650.055. Alitalia sta predisponendo misure finalizzate a ridurre l'impatto per i passeggeri. In particolare, verranno ridotti i voli pianificati per la fascia oraria interessata. La compagnia sta anche prendendo contatto con tutti i passeggeri interessati dalle modifiche del calendario operativo dei voli per offrire loro la ricollocazione su altri aerei nella stessa fascia oraria o in giornata. Negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Linate saranno inoltre predisposti desk per fornire assistenza agli utenti. Per ulteriori informazioni e assistenza, i passeggeri di voli Alitalia possono contattare il Numero Verde 800.650055. Sarà possibile inoltre verificare lo stato del proprio volo attraverso il sito internet. Inoltre, l'elenco dei voli minimi garantiti è pubblicato sul sito dell'Enac, questo in base alle legge sugli scioperi nei servizi pubblici.

(fonte repubblica.it)

lunedì 8 marzo 2010

Posta prioritaria Italia tra i più cari

La classifica è stilata ogni anno dall'Authority portoghese. Nel nostro paese dodici centesimi in più rispetto alla media europea. Più costosi tra i 27 solo Finlandia e Danimarca

Spedire una lettera in posta prioritaria in Italia costa 60 centesimi, 12 in più rispetto alla media europea. Paesi più cari del nostro in Europa, da questo punto di vista, sono solo Finlandia e Danimarca. A stilare la classifica è l'Anacom, l'Autorità di regolazione portoghese, che come ogni anno mette sotto la lente i costi del servizio postale nei 27 Paesi dell'Unione europea.

Dallo studio, dal titolo "Comparazione dei prezzi degli operatori del servizio universale postale nell'Unione europea nel 2009", emerge che l'invio di una lettera in posta prioritaria del peso di massimo 20 grammi costa 80 centesimi in Finlandia, 74 in Danimarca e 60 in Italia e in Slovacchia. La media europea è di 48 centesimi, mentre a spendere di meno sono i maltesi, con appena 19 centesimi.

(fonte repubblica.it)

sabato 6 marzo 2010

Gli italiani tornano al supermarket

Unioncamere, volume di vendite a +2,2%

Gli italiani nell'ultimo bimestre del 2009 sono tornati a riempire i carrelli nei supermercati con continuità. Ma i consumatori si stanno rivelando sempre più attenti ai prezzi, gli acquisti sono sempre più oculati e si prediligono i prodotti in offerta o in promozione. Proprio per questo calano gli acquisti di surgelati ( i cui prezzi sono in aumento) e aumentano quelli dei prodotti di ampio uso come pasta e olio, spesso in offerta. E' quanto emerge dal bollettino di Unioncamere sulle dinamiche dei prodotti del Largo Consumo Confezionato.

Nell'ultimo bimestre 2009, si legge nel bollettino, i volumi di vendita sono ancora lievemente aumentati (+2,2%), proseguendo il cammino di risalita già registrato nel precedente bimestre, anche grazie al mantenimento di una politica di contenimento dei prezzi che le imprese della Gdo hanno assicurato per tutta la seconda metà dell'anno (-1,0% l'andamento nel VI bimestre). A beneficiarne, oltre che i consumatori, sono i fatturati (+1,2%) sia degli esercizi di nuova apertura, sia di quelli preesistenti, che vedono consolidarsi la ripresa delle vendite già avviata nel precedente bimestre.

Quanto all'andamento del fatturato per regione, il Sud è l'unica macro-ripartizione a segnare una riduzione (-0,8%). Tra le regioni meridionali la forte riduzione registrata in Campania (-4,3%) è compensata dall'andamento pari ma di segno opposto (+4,3%) della Sardegna. La Sicilia e l'aggregato regionale Abruzzo e Molise mettono a segno una crescita del fatturato, rispettivamente dell'1,2% e del 3%. Nell'aggregato regionale Basilicata e Calabria il giro d'affari cade invece del -2,7% tendenziale. Al centro, in Umbria il valore delle vendite segna un calo del -1,1% su base annua. Toscana e Marche presentano un fatturato stabile rispetto ai risultati raggiunti nello stesso periodo dello scorso anno. Nel Lazio poi il giro d'affari complessivo segna un aumento del +1,9%.

Nel Nord-Est spicca invece il risultato dell'Emilia Romagna, che vede aumentare il valore delle vendite del 3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Meno positivi gli esiti commerciali nelle altre due realtà dell'area. Il Veneto infatti evidenzia un fatturato stabile, con un modesta variazione dello 0,2% nel bimestre. In Trentino Alto Adige invece la dinamica del fatturato assume un valore negativo e si porta al -0,8% su base annua. Infine, conclude Unioncamere, al Nord-Ovest si rileva il risultato migliore per la Liguria, che mostra una crescita poco sotto i due punti percentuali. In Piemonte e Valle d'Aosta la crescita è meno intensa e si assesta a +1,6%, mentre la Lombardia vede aumentare il giro d'affari dello 0,7%.

(fonte tgcom.it)