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martedì 15 marzo 2011

PARTE 'STAGIONE' DEL 730: ECCO TUTTE LE NOVITÀ

Operazione 730 al via, tra vecchie e nuove regole per una buona assistenza fiscale. Lavoratori dipendenti e pensionati si preparano a presentare la loro dichiarazione dei redditi e l'Agenzia dell'Entrate pubblica la circolare n.14/E, con la quale sono fornite annualmente le istruzioni per datori di lavoro, enti pensionistici, Caf e professionisti abilitati impegnati nell'assistenza fiscale ai contribuenti.
TUTTE LE NOVITÀ 'STRAORDINARIE' IN CHIARO. Una delle novità di quest'anno riguarda le modalità per quantificare il rimborso delle somme erogate nel 2008 e nel 2009 a titolo di incremento della produttività, assoggettate a tassazione ordinaria anzichè a imposta sostitutiva. Infatti, la circolare chiarisce che, nell'ambito dell'assistenza fiscale, il contribuente può chiedere il rimborso dell'imposta pagata presentando il 730 al Caf o al professionista abilitato e, in alcuni casi, anche al sostituto d'imposta, purchè possieda un Cud che certifichi la tassazione avvenuta.
MENO CARTA, PIÙ WEB PER L'INVIO. Operazione 'zero carta' anche per il nuovo 730. A partire da questa stagione, il contribuente potrà presentare telematicamente la dichiarazione al suo sostituto d'imposta e questi, a sua volta, potrà utilizzare pure il mezzo informatico per la consegna della dichiarazione elaborata.
TRASMISSIONE TELEMATICA 730-4. Oltre alle istruzioni per l'invio telematico del risultato contabile contenuto nei modelli 730-4, la circolare chiarisce che anche i sostituti d'imposta che negli anni scorsi hanno già partecipato al flusso telematico dei risultati contabili, devono trasmettere entro il 31 marzo il modello di comunicazione per il 2011 con l'indicazione di nuovi dati per identificare il sostituto.

(fonte leggo.it)

martedì 8 marzo 2011

ANTITRUST, MAXIMULTA A TRE SITI VIAGGI: "POCA CHIAREZZA"

Poca chiarezza nei pacchetti vacanze venduti on line. Per questo l'Antitrust ha multato le agenzie di viaggio online Expedia, Edreams e Opodo con sanzioni per complessivi 415mila euro. Al termine di tre distinte istruttorie, è stata riscontrata scarsa trasparenza delle informazioni ai consumatori, meccanismi di assicurazione dei pacchetti vacanza poco chiari, addebiti su carte di credito non dovuti per transazioni non completate, gestione scorretta dei reclami. L'Autorità ha sanzionato la società Expedia Inc. con multe per complessivi 210mila euro, Expedia Italy con 45mila euro, eDreams con multe per 135mila euro e Opodo Italia con multe di complessivi 25mila euro. Le tre istruttorie, si legge in una nota dell'Autorità garante, hanno permesso di individuare e sanzionare una serie di comportamenti contrari al Codice del Consumo. In primo luogo l'Antitrust ha riscontrato «offerte vantaggiose e prezzo finale molto più alto». Tutte le società, spiega il Garante, sono state sanzionate per avere promosso la propria offerta (voli, sistemazioni alberghiere, voli+albergo) tramite internet con l'illustrazione incompleta e ingannevole di tariffe vantaggiose nella home page del sito. Solo nella fase finale del processo di prenotazione il consumatore trovava un'informativa completa sul prezzo globale effettivo dei servizi intermediati, di entità sensibilmente superiore a quello pubblicizzato in home page, e una dettagliata esposizione di tutte le componenti di costo delle transazioni. In alcuni casi per le sistemazioni alberghiere spesso non era individuabile con esattezza il prezzo finale neppure al termine della procedura di prenotazione «perchè - sottolinea ancora l'Antitrust - restano escluse eventuali tasse comunali e locali o imposte». Per questi comportamenti l'Antitrust ha sanzionato Expedia Inc. con una multa di 60mila euro, Opodo con 20mila euro, eDreams con 35mila euro. In secondo luogo, l'Autorità ha evidenziato il «blocco delle somme pagate dai consumatori». In pratica, Expedia Inc., Expedia Italy (relativamente alla gestione dei reclami) e eDreams hanno, secondo l'Antitrust, gestito in modo scorretto il processo di prenotazione e pagamento dei servizi online mediante carta di credito o carte prepagata, «non approntando un sistema in grado di garantire ai consumatori lo sblocco delle somme congelate per operazioni non andate a buon fine in tempi rapidi, secondo le regole approntate dai circuiti delle carte». «Inadeguate», a giudizio dell'Antitrust, anche le procedure dei reclami e le informazioni sui rischi connessi al sistema di pagamento e alle motivazioni reali del blocco delle somme. Per questi comportamenti l'Authority ha sanzionato Expedia Inc. con 100mila euro, ed Expedia Italy, relativamente alla gestione dei reclami, con 35mila euro, e eDreams con una sanzione di 80mila euro. Terza scorrettezza le «offerte non trasparenti di garanzia assicurativa». L'Antitrust ha cioè giudicato scorrette le modalità di offerta della garanzia assicurativa 'Opodo All Inclusivè, per annullamento del viaggio, bagaglio e spese mediche, proposta nella fase finale del processo di prenotazione, attraverso un meccanismo di silenzio-assenso. Nel corso del procedimento tuttavia la società ha modificato il sistema di offerta assicurativa in modo tale che il consumatore che vuole aderire deve farlo riempiendo l'apposito riquadro. Anche alla luce di questo comportamento la sanzione è stata ridotta a 5mila euro. Ultime sanzioni infine per gli «ostacoli e i costi eccessivi per i reclami». Nel dettaglio, l'Antitrust ha contestato a Expedia Inc. e Expedia Italy la scarsa trasparenza e chiarezza delle informazioni sull'identità del professionista, ostacolando una corretta trattazione dei reclami, con sanzioni pari rispettivamente a 50mila e 10mila euro. Giudicate scorrette, e sanzionate con 20mila euro, anche le modalità di assistenza fornite da eDreams al consumatore mediante un numero telefonico a pagamento dai costi particolarmente elevati che, secondo quanto segnalato da alcuni consumatori, costituisce l'unico strumento per avere un contatto diretto e rapido con l'agenzia on line.

(fonte leggo.it)

lunedì 22 novembre 2010

PENSIONI, 'DOPPIO SCALINO': DAL 2011 SOLO DAI 61 ANNI

Doppio scalino in arrivo per i lavoratori che vogliono andare in pensione: dal prossimo gennaio per ottenere l'assegno bisognera' aver compiuto almeno 61 anni. Dal 2011 infatti entreranno in vigore sia le nuove regole per l'accesso alla pensione di anzianita' previste dalla riforma del 2007 (l'eta' minima per uscire passa da 59 a 60 anni per i lavoratori dipendenti a fronte di almeno 36 anni di contributi) sia quelle sulle finestre per l'uscita previste dalla manovra di luglio. Si devono ora aspettare almeno 12 mesi dal raggiungimento dei requisiti, sia di anzianita' sia di vecchiaia. In base al provvedimento di questa estate a partire dal 2011 i lavoratori dipendenti conseguiranno il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico di anzianità e vecchiaia dopo 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi.
Chi quindi li matura a 60 anni (avendo raggiunto già il monte contributivo) potrà ricevere la pensione solo raggiunti i 61. Per i lavoratori autonomi l'età per la pensione di anzianità si alza ancora visto che ai 61 anni come età minima per l'uscita si aggiungono 18 mesi di attesa della finestra mobile (arrivando a 62 e mezzo). Gli uomini che non hanno i requisiti contributivi per l'anzianità e devono aspettare l'età di vecchiaia (65 anni) usciranno quindi a 66 (i dipendenti mentre per gli autonomi ce ne vorranno 66 e mezzo).
Le nuove regole di fatto cancellano la pensione di anzianità per le donne lavoratrici del settore privato che potranno uscire dal lavoro dopo i 60 anni, età già prevista per la pensione di vecchiaia. Diversa la situazione invece per le impiegate nel pubblico che hanno un requisito anagrafico per il 2011 per la vecchiaia di 61 anni (65 dal 2012). Per loro sarà ancora possibile l'uscita anticipata per anzianità con 60 anni di età e 36 di contributi. Ad entrambe le categorie comunque si applica la finestra mobile e quindi un anno di attesa una volta raggiunti i requisiti anagrafici e contributivi.
Sarà comunque possibile avere la pensione di anzianità, indipendentemente dall'età con almeno 40 anni di contributi ma a questi andranno comunque aggiunti i 12 mesi di attesa della finestra mobile (e diventeranno quindi 41). Se già quest'anno l'età media di collocamento a riposo (tra vecchiaia che prevede per gli uomini almeno 65 anni e anzianità, donne e uomini) è di poco più di 61 anni già dall'anno prossimo la media supererà i 62 avvicinandosi a 63. Le norme sull'uscita mobile non riguardano i lavoratori che maturano i requisiti entro dicembre 2010 e quindi potranno andare in pensione di anzianità l'anno prossimo con le "vecchie" finestre (gennaio e luglio) e con i requisiti validi per quest'anno (quota 95 con 59 anni di età minima a fronte di 36 di contributi per i dipendenti, 60 e quota 96 per gli autonomi).

CAMUSSO: "DANNO AL SISTEMA"
«Provvedimenti fatti in questo modo sono un danno per il sistema, non un vantaggio». Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, commenta l'innalzamento dal 2011 dell'età per avere l'assegno pensionistico. «In qualche caso, come per molti uomini, non vuol dire 61 anni, ma 66 anni - dice Camusso all'Ansa a margine di un convegno su 'Terrorismo e fabbrichè a Sesto San Giovanni (Milano) - ed è ovvio che ci sia un boom di richieste nel 2010: chi ha maturato i diritti giustamente cerca di ottenere il prima possibile l'assegno di pensione». Secondo il segretario generale della Cgil, «bisogna smetterla di fare pasticci sulle pensioni: togliamo la norma dei 12 mesi in più e variamo un sistema nel quale le persone siano libere di decidere, ovviamente in un 'rangè nel quale vi sia una flessibilità di rendimento» dell'assegno di pensione in base al tempo lavorato.

INPS, VOLANO ANZIANITA', IN 10 MESI +54% - Boom delle pensioni di anzianità nei primi dieci mesi del 2010: tra gennaio e ottobre le uscite anticipate rispetto all'età di vecchiaia sono state 155.440 a fronte delle 100.880 pensioni effettivamente liquidate nell'intero 2009. Il dato - sottolinea il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua in un colloquio con l'ANSA - risente del forte calo per le pensioni di anzianità registrato nel 2009 ed è dovuto alla maturazione dei requisiti per l'uscita dal lavoro di una parte rilevante di persone "bloccate" dall'aumento dello scalino a luglio del 2009 (da 58 a 59 anni). Nel 2011 - avverte - ci si attende un nuovo calo con uscite per anzianità sotto le 100.000 unità. La gran parte delle uscite per anzianità del 2010 è dovuta ai lavoratori dipendenti (97.559 a fronte delle 56.963 pensioni liquidate nell'intero 2009 con un aumento del 71%). L'aumento consistente delle pensioni di anzianità nel 2010 era atteso dall'Istituto. Sulla base delle previsioni le pensioni liquidate nei primi 10 mesi avrebbero dovuto essere 160.300, 4.860 in più rispetto a quelle effettivamente liquidate. Si è registrato uno scostamento nelle previsioni soprattutto nel fondo lavoratori dipendenti con un numero di assegni molto superiore a quello atteso 97.559 contro le 76.800 attese) mentre nelle altre gestioni le cose sono andate meglio delle previsioni. "Il dato del 2010 - spiega Mastrapasqua - non è comparabile con quello del 2009 per l'effetto scalino". L'Istituto - ha aggiunto - si aspetta sulla base delle regole che entreranno in vigore dal primo gennaio sull'aumento dell'età per la pensione di anzianità e sulla finestra mobile "una contrazione consistente delle uscite. L'anno prossimo - ha detto - si potrebbe scendere sotto le 100.000 pensioni di anzianita". Nel fondo dei coltivatori diretti le pensioni liquidate nei primi dieci mesi sono state 11.243 (in aumento rispetto alle 9.943 dell'intero 2009 ma meno delle 18.900 previste) mentre nel fondo artigiani le pensioni di anzianità sono state 28.676, in aumento rispetto alle 22.035 dell'intero 2009 ma meno delle 39.200 attese. Nel fondo commercianti sono state liquidate tra gennaio e ottobre 17.962 pensioni, in aumento rispetto alle 11.939 dell'intero 2009 ma in calo rispetto alle 25.400 attese.

(fonte leggo.it)

mercoledì 20 ottobre 2010

'Memo' per rinnovo patenti e revisioni

Il web ti ricorda le scadenze, iscrizione su vivifacile.gov.it

Vita piu' facile per 45 milioni di automobilisti, dopo un protocollo d'intesa fra i ministri della PA Brunetta e quello delle Infrastrutture Matteoli. Da novembre si potranno ricevere sul computer (o sul telefonino) informazioni o avvisi relativi alla scadenza della patente, aggiornamento sui punti patente, avvisi sulla data di revisione dei veicoli. Per usufruire di questo servizio della Motorizzazione civile, da oggi ci si puo' iscrivere gratuitamente al portale www.vivifacile.gov.it.

(fonte ansa.it)

mercoledì 28 aprile 2010

Incentivi: erogati quasi 90 milioni

Moto, via al 94% dei contributi

E' già stato erogato il 93,7% dei contributi per le due ruote messi a disposizione dal governo. In tutto sono stati infatti assegnati 11.252.097 milioni di euro a fronte dei 12 milioni messi a disposizione. E di questi soldi, oltre 11.148 sono destinati ai motocicli "euro 3", mentre 104mila ai motocicli elettrici o ibridi. Nel complesso, su 300 milioni i contributi già utilizzati sono pari al 30% per un valore di quasi 90 milioni di euro.

Per quanto riguarda invece i contributi per le cucine componibili la percentuale già erogata è pari al 40,8% (35 milioni su un totale di 60 milioni), mentre per la banda larga la quota è del 19,6% sul totale dei fondi pari a 20 milioni.

Comparto elettrodomestici
Dati simili a questi ultimi anche nel settore degli elettrodomestici dove la percentuale è pari a poco meno del 17%: su un totale di 50 milioni di euro sono ancora a disposizione dunque oltre 42 milioni di euro. Nel comparto delle macchine agricole è invece già stato erogato il 43% delle risorse, mentre per quello dei rimorchi la percentuale è quasi del 26% (oltre 2 milioni su un totale di quasi 6).

Case a efficienze energetica
Più bassa la quota erogata per i contributi per gli immobili a alta efficienza energetica pari a circa il 13% sul totale di 60 milioni a disposizione. Pari poi al 3,8% i contributi erogati per le gru a torre per l'edilizia e allo 0,1% di quelli per l'efficienza energetica industriale (inverter). Esauriti infine già da un po' i fondi per la nautica.

(fonte tgcom.it)

martedì 27 aprile 2010

L'Inps in attivo nel 2009. Dimezzate le domande per anzianità

La relazione annuale: quasi 8 milioni il saldo positivo. Il presidente Mastrapasqua: "Conti in ordine, le riforme stanno funzionando". Sostegno al reddito per 4 milioni di cittadini

''L'anno che ci sta alle spalle è stato probabilmente il peggiore per la storia dell'economia. Registrare un avanzo finanziario positivo nel bilancio dell'Inps è più di un successo. Se poi l'avanzo è di oltre 7 miliardi di euro deve trasferire a tutto il paese una nuova consapevolezza e una rinnovata dose di fiducia''. Lo afferma il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, presentando la relazione annuale dell'Istituto al Parlamento. ''La consapevolezza - aggiunge - che il sistema previdenziale nel nostro paese ha i conti in ordine. Le riforme stanno progressivamente mettendo in sicurezza il futuro delle pensioni''.

Le cifre. La spesa per le pensioni dell'Inps nel 2009 è stata pari a 173.127 milioni di euro, con un incremento del 3% sul 2008, pari a 5.071 milioni. L'incidenza sul Pil è salita all'11,32% (dal 10,69% del 2008). Sono state 697.098 le nuove pensioni accolte e liquidate nel corso del 2009, con un decremento del 4% (-29.136 pensioni) rispetto alle pensioni accolte e liquidate nell'anno precedente (726.234). Le nuove hanno riguardato principalmente i lavoratori iscritti alla gestione separata (+87,7% sul 2008). La gestione finanziaria di competenza ha evidenziato un saldo positivo di 7.961 milioni di euro, risultato della differenza tra i 276.643 milioni di euro di entrate e i 268.682 milioni di euro di uscite complessive. Il totale delle entrate ha registrato un incremento pari al 2,3% rispetto al 2008; ma in aumento più sostenuto, sempre rispetto al 2008, sono risultate le uscite, +4,6%. La gestione economica ha presentato un risultato positivo di 5.956 milioni di euro.


Per effetto delle nuove norme, risulta invece dimezzata la domanda di pensioni di anzianità, soprattutto tra i lavoratori dipendenti; allo stesso tempo si registra un aumento del numero dei trattamenti per vecchiaia. Nel complesso, il numero delle pensioni vigenti al 31 dicembre 2009 è pari a 16.053.965, con un decremento dello 0,26% (-42.208 pensioni) rispetto ai trattamenti in vigore nel 2008. Rispetto alle principali gestioni, oltre 10 milioni sono le pensioni ai lavoratori dipendenti (-0,9% rispetto al 2008), più di 4 milioni quelle ai lavoratori autonomi (+1,2%) e oltre 200.000 le prestazioni per i lavoratori iscritti alla Gestione separata (+27,7%). Il numero delle pensioni che ricevono integrazioni dell'importo per raggiungere il minimo previsto dalla legge supera i 4 milioni; di queste l'80% viene erogato a beneficiari donne.

Invalidità e verifiche. Continua a crescere la spesa per le prestazioni di invalidità civile: nel 2009 sono stati spesi 16 miliardi di euro (+4,9% sul 2008) per pagare i sussidi tra pensioni e assegni di accompagnamento; i beneficiari sono stati circa 2,6 milioni di persone (+4,5%). Il dato è previsto in salita anche nel 2010, anno per cui si stima una spesa di 17 miliardi. Aumentano però i controlli: nel 2009 sono state effettuate 200 mila verifiche che hanno portato alla revoca del 15% del campione esaminato. Allo stesso tempo, nell'ambito del contenzioso giudiziario si registra ''un netto miglioramento dell'incidenza dei giudizi che si concludono con una decisione di merito favorevole all'Istituto''.

Ai 2,6 milioni di invalidi civili, ha precisato Mastrapasqua, ''si aggiungono altri 2 milioni di soggetti di invalidità professionale, la cosiddetta inabilita', che porta a quasi 30 miliardi il volume delle risorse impegnate nel sostegno della non autosufficienza''. Nel corso del 2010 si prevede che la spesa per la sola invalidità civile potrebbe arrivare a 17 miliardi e i beneficiari a sfiorare i 3 milioni di persone.

Accanto alla lotta ai falsi invalidi, che ha centralizzato sull'Inps i controlli, sono stati nettamente ridotti anche i tempi per avere i sussidi: ''da una media di attesa che sfiorava l'anno, con punte di inciviltà di più di due anni, abbiamo garantito che si arriverà a un massimo di 120 giorni per poter ottenere il sussidio, senza dover restare vittime delle clientele, della burocrazia e delle organizzazioni criminali'' ha assicurato Mastrapasqua aggiungendo che ''da una decina di passaggi burocratici siamo passati a sole tre tappe per chiedere, controllare e ottenere la prestazione''.

Sostegni ai lavoratori. Sono stati oltre 4 milioni i lavoratori italiani che hanno ricevuto, in tempi e modi assai differenziati, una qualche forma di prestazioni di sostegno al reddito, per un totale di circa 18 miliardi di euro. A un anno dall'esplodere della crisi economica, ha detto Mastrapasqua, ''una delle poche cose che possiamo affermare e riconoscere è la perdurante coesione sociale che resiste nel paese'' e i ''provvedimenti messi in campo si sono rivelati efficaci a tenere, meglio che altrove, il livello di occupazione''.

Secondo il presidente dell'Inps, ''da un anno e mezzo, il bilancio delle ore di cassa integrazione autorizzate e il numero delle domande di disoccupazione presentate sono diventate un termometro vero della congiuntura e talvolta, purtroppo, un'occasione per un'irresistibile speculazione polemica''. Nel corso del 2009 sono state autorizzate 915 milioni di ore di cassa integrazione e il ''20% è stato destinato ad aziende e lavoratori che fino a marzo 2009 non godeva di questa difesa. Ogni confronto statistico con il passato dovrebbe rammentarsi di questo elemento. Così come ogni riferimento alla cassa integrazione dovrebbe ricordare che delle oltre 900 milioni di ore di cig autorizzate, circa 400 milioni non sono state utilizzate nel corso del 2009''. L'Inps, inoltre, ''non ha dimenticato di assicurare l'ordinaria opera di supporto alle famiglie'' con ''oltre 10 miliardi di euro di sussidi erogati per oltre 4 milioni di persone assistite''.

La sostenibilità non è tutto. ''Sarebbe miope e riduttivo - ha poi affermato Mastrapasqua - pensare che la sostenibilità possa essere l'unico criterio di riflessione sul futuro del sistema previdenziale. Inutile tacere il problema delle prestazioni di domani che richiedono, però, un'attenzione vigile nel presente''.

Secondo il presidente dell'Inps occorre coltivare una ''cultura previdenziale'' nella consapevolezza che il ''sistema contributivo aggancia rigorosamente le prestazioni alle contribuzioni''. E' quindi ''il tempo dell'autogoverno responsabile delle persone ed è naturale pensare ai giovani quando si parla di nuova cultura previdenziale. I giovani di oggi, e non solo loro, devono abituarsi a guardare al loro futuro considerando il loro fascicolo personale fatto di istruzione, formazione e previdenza. E sul fronte previdenziale non sarà un fascicolo vuoto solo a condizione che venga progressivamente riempito, magari fin dal riscatto della laurea che deve diventare una semplice abitudine''.

Fini: il pubblico come garanzia. ''Lo sviluppo di un adeguato sistema di previdenza complementare deve rappresentare per il nostro paese una priorità strategica'' e ''l'azione combinata di un polo pubblico di garanzia, per quanto riguarda i Fondi complementari ed il sistema finanziario per l'investimento dei contributi versati, potrebbe favorire un'adesione massimizzata al sistema e un migliore risultato in termini di trattamenti pensionistici complementari''. Lo ha affermato il presidente della Camera Gianfranco Fini, intervenendo alla presentazione della relazione annuale dell'Inps.

(fonte repubblica.it)

lunedì 26 aprile 2010

P.A.: al via e-mail certificata

Possono richiederla 50 mln maggiorenni, ha valore raccomandata

E' partito, con la prima iscrizione del ministro Brunetta, il servizio di Posta elettronica certificata (Pec) nella Pubblica amministrazione. Ha valore legale di raccomandata con ricevuta di ritorno e consente a quasi 50 milioni di italiani maggiorenni di comunicare con la Pubblica amministrazione. 'Un mondo nuovo', ha detto Brunetta, 'che permettera' ai cittadini un risparmio di tempo e denaro' nella richiesta di informazioni e certificati agli uffici (dall'anagrafe al catasto, alle Asl).

(fonte ansa.it)

venerdì 16 aprile 2010

Incentivi," già 100mila contatti"

Scajola: "Pari a 21,5 mln di euro"

Boom di richieste per gli incentivi. Nelle prime otto ore dal debutto, dalle 8 alle 16, "sono stati prenotati complessivamente circa 24mila incentivi, per un totale di 21,5 milioni di euro, pari a circa il 7% dei 300 milioni disponibili". Lo comunica il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola. Per i motocicli sono arrivate richieste pari al 30% dei contributi disponibili. Un dato che lascia ipotizzare che si possa arrivare al tutto esaurito.

L'altissimo numero di telefonate ai call center ha provocato qualche intasamento, ma secondo i gestori, dopo una prima fase di assestamento, il sistema di prenotazione sarà in grado di soddisfare le richieste in tempo reale, come avvenuto la settimana scorsa per la registrazione dei rivenditori. I settori che hanno avuto maggior successo per le prime prenotazioni sono i motocicli (7.500 prenotazioni, 30 per cento dei contributi totali), gli elettrodomestici (8.300 prenotazioni, 1,5 per cento dei contributi) e le cucine componibili (4.500 prenotazioni, 5,5 per cento dei contributi).

Anche gli abbonamenti a internet veloce per i giovani dai 18 ai 30 anni hanno avuto un immediato riscontro: sono stati prenotati 2.565 abbonamenti (sui 400mila contributi totali). Numeri minori in assoluto, ma altrettanto significativi per la nautica (470 motori fuoribordo e 76 stampi per scafi da diporto pari al 50% dei contributi), le macchine agricole (460 prenotazioni, 10 per cento dei contributi).

(fonte tgcom.it)

giovedì 15 aprile 2010

Acquisti, scattano gli incentivi

Sconti per elettrodomestici e motorini

Scattano oggi gli incentivi statali per acquistare ciclomotori, elettrodomestici, cucine, abbonamenti a internet veloce, motori marini e una serie di prodotti industriali. La chiave è quella del risparmio energetico. I consumatori dovranno rivolgersi a un rivenditore registrato che applicherà uno sconto pari all'incentivo sul prodotto. Il pacchetto messo a punto dal governo vale complessivamente 420 milioni.

Quattro gli obiettivi del pacchetto incentivi: migliorare qualita' della vita e ambiente, sostegno a prodotti ecosostenibili e industriali che possono migliorare la sicurezza sul lavoro, premiare le imprese che hanno maggiormente innovato, sostenere alcuni dei settori che hanno avuto piu' crisi, incentivare quelli che hanno una capacita' di produzione nazionale significativa.

CUCINE
La sostituzione dei mobili per cucina in uso con cucine componibili ed elettrodomestici di incasso ad alta efficienza viene finanziata con il 10 per cento del costo nel limite massimo del singolo contributo pari a 1000 euro. Questo purche' i nuovi mobili per cucina siano accompagnati dalla "scheda prodotto", rispettino le norme del ministero della Salute sulle disposizioni per "l'emissione di aldeide formica" e siano corredate da elettrodomestici ad alta efficienza: per frigorifero/congelatore classe A+ e A++, forno classe A, piano cottura a gas (se inserito) con dispositivo di sorveglianza fiamma, lavastoviglie (se inserita) in classe A/A/A (per efficienza energetica, lavaggio e asciugatura). La cucina inoltre dovra' essere predisposta per la raccolta differenziata. Lo stanziamento complessivo e' pari a 58 milioni di euro.

ELETTRODOMESTICI
Per la sostituzione di lavastoviglie il contributo e' pari 20 per cento fino a 130 euro (non inferiore a classe A/A/A). Per i forni elettrici si arriva al 20 per cento fino a 80 euro purche' non inferiori alla classe A. Per i piani cottura 20 per cento fino a 80 euro (con dispositivo di sorveglianza fiamma). Sempre fino al 20 per cento nel limite di 100 euro per la sostituzione di cucina di libera installazione con altre dotate di forno elettrico di classe A e piano cottura con valvola di sicurezza (FSD). Per la sostituzione delle cappe con cappe climatizzate, il limite e' del 20 per cento fino a 500 euro. Stessa percentuale - fino a 400 euro - anche per la sostituzione di scaldacqua elettrici con pompe di calore ad alta efficienza per la produzione di acqua calda sanitaria. Infine 20 per cento fino a 380 euro per la sostituzione e installazione di apparecchi a biomassa. Lo stanziamento complessivo e' pari a 50 milioni di euro.

MOTO
Per l'acquisto di un motociclo fino a 400 cc o con potenza non superiore a 70 kW di categoria Euro 3 con contestuale rottamazione di un motociclo o di un ciclomotore di categoria Euro 0 o Euro 1 viene concesso un contributo del 10 per cento fino a 750 euro. Nel caso di acquisto di motocicli ad alimentazione elettrica doppia o esclusiva l'incentivo arriva fino al 20 per cento fino a un massimo di 1.500 euro. Lo stanziamento complessivo e' pari a 12 milioni di euro.

FUORIBORDO
La sostituzione di un motore fuoribordo di vecchia generazione con motori a basso impatto ambientale fino a 75 kW da' diritto a un contributo del 20 per cento fino a 1000 euro. Per l'acquisto di stampi per la laminazione sottovuoto degli scafi da diporto dotati di flangia
perimetrale e' previsto un contributo pari al 50% del costo con un massimo 200.000 euro per azienda. Lo stanziamento complessivo e' pari a 20 milioni di euro.

IMMOBILI
Il governo ha stanziato un contributo di 83 euro per metro quadrato di superficie utile nel limite di 5000 euro per l'acquisto di immobili con fabbisogno di energia migliore del 30 per cento (rispetto all'allegato C n. 1 tabella 1.3 del dlgs 192/2005) e di 116 euro per metro quadrato nel limite di 7000 euro con fabbisogno di energia migliore del 50 per cento. Lo stanziamento complessivo e' pari a 60 milioni di euro.

ALTRO
Altri incentivi sono previsti poi per l'acquisto - previa rottamazione - dei vecchi rimorchi, bonus per l'acquisto di macchine agricole e gru a torre per l'edilizia dove gli sconti vanno dal 10 al 20 per cento. Ai rimorchi andranno complessivamente 8 milioni di euro con contributi di 1.500 euro (categoria O4 con Abs) con rottamazione dei vecchi con piu' di 15 anni. Tremila euro nel caso di acquisto di semi rimorchi e contestuale rottamazione. Per l'efficienza energetica i contributi riguarderanno l'acquisto dei variatori di velocita' (inverter), motori ad alta efficienza (IE2) tra 1 e 5 kW, gruppi statici di continuita' ad alta efficienza fino a 10 kVA e batterie di condensatori che contribuiscano alla riduzione delle perdite di energia elettrica sulle reti a media e bassa tensione. Per questa gamma di prodotti e' previsto un contributo del 20 per cento.

(fonte tgcom.it)

venerdì 9 aprile 2010

Stop nuove carte American Express

Decisione presa dalla Banca d'Italia

La Banca d'Italia ha vietato l'emissione di carte di credito da parte dell'American Express Service Europe in Italia. La decisione segue i controlli effettuati sulla società di carte di credito innestati dall'indagine aperta dalla Procura di Trani, per la quale l'Adusbef si è costituita parte civile. Bankitalia lamenta irregolarità e carenze rispetto alla normativa di contrasto al riciclaggio e alla normativa contro l'usura.

La società Usa conferma, in una nota, di avere ricevuto un rapporto al termine di un'ispezione da parte della Banca d'Italia. "American Express Italia ha già iniziato ad esaminare i contenuti del rapporto e sta cooperando pienamente con la Banca d'Italia con l'obiettivo di risolvere le questioni aperte". La sospensione scatterà dal 12 aprile ed è stata imposta da un provvedimento della vigilanza di Bankitalia che blocca l'espansione verso nuovi clienti ma non tocca l'operatività delle carte esistenti.

Si tratta, spiega la fonte, di "un atto dovuto" in quanto l'intermediario non si è dimostrato in grado "di rispettare norme imperative di legge in materia di usura, antiriciclaggio e trasparenza". La filiale italiana del colosso delle carte di credito Usa sta "realizzando un aggiornamento dei propri sistemi informativi e procedure per aderire ancora più strettamente alla normativa applicabile ai prestatori di servizi di pagamento e agli intermediari finanziari in Italia", si legge nella nota Amex. La società riprenderà a emettere le carte non appena tale aggiornamento sarà completato, come stabilito dalla Banca d'Italia, aggiunge.

La sospensione non riguarda gli attuali clienti di American Express Italia, che possono continuare ad utilizzare le loro carte regolarmente, spiega inoltre Amex Italia. A settembre il Comando provinciale di Bari della Guardia di Finanza aveva annunciato che erano indagati dalla Procura di Trani due rappresentanti legali della sede italiana di American Express con l'accusa di truffa e usura aggravata in relazione ai tassi di interesse applicati alle carte di credito del tipo Revolving "Gold Credit". In quella occasione la società aveva dichiarato di aver "sempre operato nel rispetto della legge e nella tutela degli interessi dei propri titolari in tutti i mercati in cui è presente".

Secondo le Fiamme Gialle, "i presunti abusi ai danni dei consumatori avvenivano con la pretesa di tassi di interesse degni di usurai. Le pretese delle somme, in alcuni casi accertati e tutti denunciati nelle province di Bari e della Bat (provincia di Barletta-Andria-Trani, ndr), erano pari al triplo, quadruplo e finanche quintuplo rispetto alle rate stesse". Le "revolving card" sono carte di credito che consentono di pagare gli acquisti a rate o a saldo e di rateizzare i pagamenti: i tassi sotto accusa venivano applicati sugli interessi di mora, quando il titolare della carta non pagava la rata nei tempi prestabiliti.

Draghi blocca anche le carte Diners
Nel settembre scorso, per ragioni parzialmente diverse, Banca d'Italia ha bloccato l'emissione anche di nuove carte Diners. Lo conferma la società ed emerge dalla pubblicazione del Bollettino di vigilanza di Bankitalia. "Il blocco all'emissione delle carte disposto da Banca d'Italia per Diners nello scorso settembre - afferma una nota di Diners Club Italia - è legato a una situazione che l'attuale proprietà (Findale Enterprise, che ha acquistato da Citibank nel 2008) ha ereditato al momento dell'acquisizione e che è stata posta prontamente tra le priorità del nuovo management".

Secondo Diners, "l'intervento della Banca d'Italia riguarda la richiesta di adeguamento di alcuni sistemi informativi e procedure aziendali per ottemperare alla normativa vigente in materia di antiriciclaggio. Tale normativa impone procedure e sistemi informativi adeguati per una corretta registrazione delle anagrafiche dei soci e di particolari transazioni compiute attraverso le carte stesse: si tratta di un fatto tecnico che è a oggi risolto attraverso una serie di interventi ormai positivamente conclusi, ai quali faranno seguito a breve gli opportuni passi verso Banca d'Italia al fine di poter dimostrare la completa adeguatezza dei nuovi sistemi e delle nuove procedure".

(fonte tgcom.it)

mercoledì 7 aprile 2010

Cancellate le tariffe postali agevolate protestano editoria e associazioni no profit

Entra in vigore il provvedimento interministeriale, i sindacati in allarme
"Gli effetti del decreto colpiranno la filiera della comunicazione già in grave crisi"

Il mondo dell'editoria e quello delle organizzazioni no profit contestano il decreto adottato dai ministeri dello Sviluppo economico e dell'Economia che abolisce le tariffe postali agevolate per tutta l'editoria libraria, quotidiana e periodica. Il provvedimento interministeriale è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed è in vigore sin dal primo aprile.

I primi a protestare sono stati i sindacati confederali del settore editoriale: "Il decreto - accusano Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil - scarica sugli editori l'onere della differenza tra la tariffa piena e quella agevolata finora a carico dello Stato. Le ricadute economiche del decreto andranno a colpire ulteriormente la filiera della comunicazione (carta, stampa editoria) già sconvolta da una fortissima crisi caratterizzata da un calo notevole di fatturati e volumi, all'interno di una trasformazione strutturale del modo di fruire dei vari mezzi e supporti di informazione la cui evoluzione - dicono i sindacati - non è ancora prevedibile. E' l'ennesima iniziativa che penalizza il settore dell'editoria in assenza di un confronto fra le parti interessate su un progetto di riforma sempre annunciato e mai realizzato".

Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil chiedono al governo e alle associazioni imprenditoriali di categoria l'apertura immediata di un confronto sul decreto "per l'adozione di soluzioni sostenibili per tutti i soggetti interessati e, contestualmente, la costituzione di un tavolo permanente che interessi tutta la filiera della comunicazione".

Duro anche il giudizio dell'Ai.Bi., associazione Amici dei bambini, che parla di "sgambetto del governo alle organizzazioni no profit": "Il provvedimento - si legge in una nota dell'associazione - colpisce le attività di informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi delle organizzazioni no profit, causando un ingente aumento dei costi". "Se questo è il primo segnale delle riforme annunciate dal presidente Berlusconi - affema Marco Griffini, presidente di Ai.Bi. - allora chiediamo che vengano immediatamente adottate delle misure per evitare un vertiginoso aumento nel budget delle spedizioni e la richiesta dell'immediato ripristino delle tariffe agevolate per il settore no profit".

(fonte repubblica.it)

martedì 6 aprile 2010

Incentivi, al via la prima fase per i bonus stanziati 300 milioni

Da domani i venditori avranno una decina di giorni per registrarsi in un apposito elenco.
Dal 15 aprile consumatori e imprese potranno acquistare i prodotti inseriti nel provvedimento.
Riguardano tra l'altro ciclomotori, cucine, elettrodomestici, internet veloce, case ecologiche.

Si mette in moto domani la macchina organizzativa degli incentivi. Un bonus totale di 300 milioni di euro che riguarda ciclomotori, cucine, elettrodomestici, abbonamenti a internet veloce, case ecologiche, motori marini e prodotti industriali, che produrrà - secondo il governo - benefici per un milione di famiglie. La prima fase è riservata ai venditori. Dal 15 aprile, invece, partiranno gli acquisti "con lo sconto" da parte di consumatori e imprese.

Domani, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, entra in vigore il decreto attuativo: i venditori avranno a disposizione una decina di giorni per registrarsi in un apposito elenco prima di poter attivare l'effettiva erogazione degli incentivi ai consumatori. Una scelta - quella di dividere la procedura in due fasi - che ha lo scopo di garantire la massima trasparenza e andare incontro alle richieste delle principali associazioni della distribuzione e dei diversi operatori delle telecomunicazioni, per evitare rischi di congestione.

La procedura prevede la registrazione dei venditori tramite l'apposito call center gestito da Poste italiane, al numero verde 800.556.670. Per gli abbonamenti a internet veloce, invece, sempre da domani, dovranno registrarsi solo gli operatori delle telecomunicazioni (e non i rivenditori), utilizzando esclusivamente l'indirizzo email contributi.bandalarga@postcert.it.

Da giovedì 15 aprile consumatori e imprese potranno cominciare ad acquistare i prodotti con gli incentivi, di cui si potrà beneficiare sino alla fine dell'anno, salvo che i fondi non vengano esauriti prima. In particolare, per i motocicli il bonus totale è di 12 milioni di euro, per le cucine componibili 60 milioni e stesso importo per le agevolazioni agli immobili ad alta efficienza energetica. Cinquanta milioni sono destinati agli elettrodomestici (lavastoviglie, forni elettrici e piani cottura, cucine a gas, cappe climatizzate, pompe di calore per acqua calda), 20 milioni alle nuove attivazioni di linee telefoniche a banda larga per i giovani fra i 18 e i 30 anni (ciascuno avrà un bonus da 50 euro). Otto milioni andranno per l'acquisto di nuovi rimorchi e semirimorchi, 20 per le macchine agricole e movimento terra, 20 milioni per motori fuoribordo e stampi per scafi da diporto. Quaranta per le gru a torre per l'edilizia. Dieci per l'acquisto di inverter, motori ad alta efficienza energetica, Ups e batterie di condensatori.

Il provvedimento, firmato dai ministri allo Sviluppo economico Claudio Scajola, all'Economia e Finanze Giulio Tremonti e all'Ambiente Stefania Prestigiacomo, punta a favorire l'acquisto di prodotti innovativi e a basso consumo energetico.

Le misure per il rilancio del Piano Casa - inserite nel decreto legge incentivi - non convincono, però, la Finco (la Federazione industrie, prodotti, impianti e servizi per le costruzioni aderente a Confindustria), insoddisfatta sia per il totale stanziato sia per le modalità scelte dal governo. Il decreto - spiega la federazione - stanzia circa 60 milioni di euro per nuove abitazioni ad alta efficienza energetica attraverso bonus fino a 7.000 euro. Una misura che - afferma Finco - "potrebbe valere come bonus all'acquisto per circa 10.000 appartamenti, ovvero assai meno di quelli presenti in un solo quartiere di medie dimensioni di una città".

(fonte repubblica.it)

venerdì 26 marzo 2010

Seat Pagine Gialle punta sul web

Obiettivo 40% ricavi da internet

La Seat Pagine Gialle viene da un lungo periodo di certo non facile. La situazione per la società è complessa. Seat si gioca la sopravvivenza, questo è il punto. E' osservata speciale e in questo senso ogni dichiarazione in arrivo è molto importante. Ora Seat Pagine Gialle dice di voler puntare a diventare una vera web company. Nel giro di tre anni.

L'a.d. Alberto Cappellini in un'intervista a La Stampa spiega che la societa' sta gia' cercando di ultimare il passaggio alla multimedialita' con l'obiettivo di arrivare al 2012 con il "60% dei ricavi dalla carta e il 40% dal web". Cappellini spiega, inoltre, che il gruppo al momento non pensa ad altre dismissioni nel breve e per questo "non ha trattative in corso" e per il 2010 dal punto di vista finanziario prevede "un ebitda tra 480 e 510 milioni con una crescita molto forte di nuovi clienti. Per gli anni a venire l'obiettivo e' quello di stabilizzare ricavi e margini", con un nuovo mix tra elenchi tradizionali e multimediali. Dunque, decisa virata su internet. Giusto, anzi giustissimo. Non si può vivere di sola carta! Questo ormai è più che evidente. Ora da vedere come andranno avanti le cose per Seat. Come detto, il gruppo delle Pagine Gialle resta osservato speciale sui mercati. Gli analisti hanno i fari puntati su Seat.

(fonte tgcom.it)

martedì 23 marzo 2010

Impresa in un giorno: come fare dal 1° aprile

Al termine la fase di sperimentazione, che ha mostrato una riduzione dei tempi anche oltre il 40%.
Come si presentano le pratiche, dove trovare il software necessario, i siti e i telefoni dei call center per l'assistenza

Si avvicina al termine il conto alla rovescia per semplificare la vita agli imprenditori e rendere possibile a tutti far nascere un'impresa in un solo giorno. Si concluderà infatti il prossimo 31 marzo il periodo di sei mesi di sperimentazione della Comunicazione Unica per l'avvio delle attività d'impresa. Prevista dalla Legge 2 aprile 2007, n.40, la Comunicazione Unica riguarderà gli oltre 6 milioni di imprese attualmente esistenti in Italia e tutti coloro che, dal prossimo 1° aprile, intenderanno aprire una qualunque iniziativa economica in forma d'impresa.

La Comunicazione Unica - ormai nota a tutti gli operatori professionali come "ComUnica" - è la procedura attraverso la quale le nuove imprese potranno essere operative in un giorno e assolvere, al massimo in 7 giorni, gli adempimenti dichiarativi verso Registro delle Imprese, INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate mediante la presentazione di un modello informatico unificato indirizzato (per via telematica o su supporto informatico), alla sola Camera di commercio competente per territorio.

In pratica, la regia delle comunicazioni viene affidata alle Camere di Commercio che, attraverso InfoCamere - la loro società di informatica - diventano l'unico front office per tutte le registrazioni ai fini dell'attribuzione del codice fiscale e/o della partita IVA (Agenzia delle Entrate) e per l'iscrizione al Registro delle Imprese, ma anche ai fini previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL). In questo modo, ComUnica rende possibile al neo-imprenditore o a chi un'impresa l'ha già, di dialogare con un solo soggetto in rappresentanza della pubblica amministrazione (la Camera di commercio) che provvederà in modo del tutto trasparente a comunicare alle altre amministrazioni interessate i dati di competenza di ciascuna. Proprio a partire dal 1° aprile, inoltre, ComUnica consentirà di adempiere anche agli obblighi verso l'Albo ministeriale delle società cooperative.

La nuova procedura garantisce tempi certi e veloci per i riscontri: all'impresa giungerà infatti immediatamente - presso una casella di posta elettronica certificata (PEC) - la ricevuta di protocollo della pratica che costituisce titolo per l'immediato avvio dell'attività. Al massimo nei sette giorni successivi, ciascuno degli altri enti coinvolti (INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate) garantirà l'evasione della eventuale pratica di propria competenza, restituendo i dati necessari al Registro delle Imprese che potrà, così, certificare l'esistenza e l'operatività della neonata impresa. La stessa procedura si applicherà ad ogni altro evento della vita di un'impresa (modificazioni e cessazione dell'attività), riducendo così ad un unico canale il flusso di tutte le notizie e informazioni che l'impresa è tenuta ad inviare alla pubblica amministrazione.

La fase di sperimentazione prevista dalla legge ha avuto la durata di sei mesi, durante i quali sono state inviate (fino allo scorso 14 marzo) alle Camere di Commercio oltre 94mila pratiche. Dalle prime stime di Bankitalia riferite alla fase iniziale della sperimentazione, l'impatto della Comunicazione Unica sulla riduzione dei tempi per la creazione di un'impresa risulta essere in media del 38% circa, con punte vicine al 45% nel Sud e nelle Isole.

Prima dell'introduzione della Comunicazione Unica, avviare un'impresa richiedeva un periodo mediamente compreso tra un minimo di 12 giorni nel Centro ed un massimo di 27 nelle Isole. I tempi si sono ridotti - la valutazione è sulla base dei dati disponibili a metà della fase di sperimentazione - di circa il 30% al Nord-Ovest (dove ora occorrono 9 giorni anziché 13) e di oltre il 44% nelle Isole (dove ora di giorni ne occorrono in media 15).

Cosa si può fare.
In modalità standard, il software ComUnica consente di inoltrare pratiche alle quattro amministrazioni coinvolte per le tipologie di comunicazioni riassunte in questa tabella.

Oltre alla modalità standard, il software ComUnica prevede una compilazione ulteriormente semplificata per imprese individuali, artigiani e commercianti. Si ricorda che per le imprese artigiane la Comunicazione Unica si applica esclusivamente nei casi in cui ciò è previsto dalla legislazione regionale.

Modalità di presentazione delle pratiche. La presentazione della "Comunicazione Unica" richiede il possesso della firma digitale da parte degli interessati che devono sottoscrivere digitalmente il modello. Ai fini della trasmissione della pratica può essere utilizzato il modello di procura disponibile sul sito www.registroimprese.it), con il quale l'imprenditore conferisce a professionisti o ad altri intermediari l'incarico di sottoscrivere digitalmente e presentare per via telematica la "Comunicazione Unica per la nascita dell'impresa".

Il modello di "Comunicazione Unica" prevede poi che l'utente indichi l'indirizzo di posta elettronica certificata al quale saranno trasmesse tutte le comunicazioni relative al procedimento. Nei casi di imprese individuali sprovviste di casella di posta elettronica certificata, la richiesta può essere inoltrata tramite lo stesso software "ComUnica" e la Camera di Commercio destinataria della domanda provvederà all'immediata assegnazione di una casella di posta elettronica certificata senza costi per l'impresa. Le nuove società, invece, dovranno iscrivere nel Registro delle Imprese il proprio indirizzo di posta elettronica certificata in sede di presentazione della domanda di iscrizione all'ufficio stesso.

Come accedere al software. ComUnica è accessibile dal sito www.registroimprese.it, il portale, realizzato da InfoCamere per le Camere di Commercio, per mettere a disposizione di tutti l'intero patrimonio informativo del sistema camerale sul mondo imprenditoriale italiano. Attraverso il portale, nel 2009 sono state trasmesse oltre 3.600.000 pratiche telematiche al Registro Imprese.

ComUnica è inoltre accessibile dalle home page dei siti di Unioncamere (www.unioncamere.it), INAIL (www.inail.it), INPS (www.inps.it) e Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it).

Assistenza

Call-Center Registro Imprese: 199.50.20.10. Le Camere di Commercio mettono a disposizione il proprio call-center per tutte le informazioni generali sulla Comunicazione Unica e per il supporto alla predisposizione e all'invio della pratica. E' il riferimento per i quesiti inerenti lo scaricamento e l'utilizzo del software disponibile su www.registroimprese.it e per i quesiti relativi alla modulistica Registro Imprese (Fedra). Il servizio risponde dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00. oppure registroimprese@infocamere.it

Call-Center INPS-INAIL: 803.164. Il Contact Center Integrato Inps-Inail fornisce informazioni su aspetti normativi, procedimentali e su singole pratiche, sia dell'Inps sia dell'Inail, e di assistenza per gli utenti diversamente abili. Nell'ambito della Comunicazione Unica è il riferimento per i quesiti inerenti la modulistica Inps-Inail. Il servizio risponde dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00 e il sabato dalle 8.00 alle 14.00, mentre il servizio automatico (per la provincia di Bolzano in lingua tedesca) è in funzione 24 ore al giorno, compresi i festivi.

Call-Center Agenzia delle Entrate: 848.800.444. Il Contact Center dell'Agenzia delle Entrate è disponibile per le informazioni di tipo fiscale. Nell'ambito della Comunicazione Unica è il riferimento per i quesiti inerenti la propria modulistica (AA7-AA9). Il servizio risponde dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00.

(fonte repubblica.it)

lunedì 8 marzo 2010

Posta prioritaria Italia tra i più cari

La classifica è stilata ogni anno dall'Authority portoghese. Nel nostro paese dodici centesimi in più rispetto alla media europea. Più costosi tra i 27 solo Finlandia e Danimarca

Spedire una lettera in posta prioritaria in Italia costa 60 centesimi, 12 in più rispetto alla media europea. Paesi più cari del nostro in Europa, da questo punto di vista, sono solo Finlandia e Danimarca. A stilare la classifica è l'Anacom, l'Autorità di regolazione portoghese, che come ogni anno mette sotto la lente i costi del servizio postale nei 27 Paesi dell'Unione europea.

Dallo studio, dal titolo "Comparazione dei prezzi degli operatori del servizio universale postale nell'Unione europea nel 2009", emerge che l'invio di una lettera in posta prioritaria del peso di massimo 20 grammi costa 80 centesimi in Finlandia, 74 in Danimarca e 60 in Italia e in Slovacchia. La media europea è di 48 centesimi, mentre a spendere di meno sono i maltesi, con appena 19 centesimi.

(fonte repubblica.it)

mercoledì 10 febbraio 2010

Gas, più garanzie le bollette e sostituzione gratis se il contatore è rotto

Niente più bollette "a sorpresa" se il contatore del gas si rompe e niente più spese per cambiarlo. In caso di malfunzionamento del contatore, infatti, si avrà diritto a sostituzione gratuita, ricostruzione dei consumi e restituzione pagamenti non dovuti. Lo prevede una nuova delibera dell'Autorità per l'energia che entrerà in vigore il 1° aprile prossimo.


Se si rompe il contatore – Nel caso in cui si accerti un malfunzionamento del contatore, dunque, la sostituzione spetterà alla società che eroga il servizio senza alcun onere per il cliente. Per questo, una volta arrivata la segnalazione, l’impresa è tenuta a fissare un appuntamento per l’effettuazione della verifica del contatore, sia a domicilio del cliente che presso un laboratorio specializzato. Se l'esito è negativo deve sostituirlo gratis.

Spetta al consumatore indicare l'ultima lettura valida - Per quel che riguarda poi il pagamento delle bollette, la delibera prevede il diritto alla ricostruzione dei consumi, a partire dall’ultima lettura ritenuta valida dal cliente. In sostanza quando non è possibile determinare con certezza il momento in cui il contatore ha iniziato a non funzionare correttamente, il distributore deve garantire la ricostruzione dei consumi nel periodo compreso tra l’ultima lettura (validata dal distributore e non contestata dal cliente) e la data di verifica del contatore. Se non si trova un accordo sulla validità delle letture deve essere fatta una ricostruzione dei consumi, risalendo fino ad un massimo di cinque anni indietro.

Quando i conti non tornano - Se la ricostruzione fosse sfavorevole al consumatore, ossia se si dovesse pagare di più, in tutti i casi in cui il distributore avesse a sua volta fatto errori, ad esempio non avesse effettuato la lettura alle scadenze previste, al cliente non potrebbe essere comunque addebitato l’importo che deriva dalla ricostruzione de consumi ma solo, quello riferito ai consumi medi dall'ultima lettura.

(fonte repubblica.it)

Mutui, dal 1° febbraio possibile presentare le domande per la sospensione delle rate

E' possibile presentare dal 1° febbraio, la domanda per ottenere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo per 12 mesi. Questa opportunità è offerta praticamente da tutti gli istituti di credito, ma è obbligatorio rispettare le condizioni imposte dalla banca.


Niente costi a carico nè aumento dei tassi - L'operazione prevede la possibilità di sospendere il pagamento delle rate per 12 mesi. La sospensione non determina l’applicazione di interessi di mora né l’applicazione di alcuna commissione o spesa di istruttoria e avviene senza richiesta di garanzie aggiuntive. Non ci sono, quindi, costi aggiuntivi da pagare, ma solo un allungamento dei tempi di rimborso del mutuo: i 12 mesi "saltati" andranno infatti recuperati in seguito e questo, ovviamente, comporterà l'obbligo di pagare per un anno in più rispetto alla scadenza originaria.

I clienti interessati - La possibilità di sospendere per almeno un anno il pagamento delle rate riguarda una platea ben definita di mutui e mutuatari. Questa agevolazione è riconosciuta, infatti, solo per i mutui di importo fino a 150.000 euro (o di importo maggiore se così stabilito dalla banca) accesi per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale e nei confronti dei clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui, che hanno subito dall'inzio di quest'anno o dovessero subire nel 2010 eventi particolarmente negativi sia sul fronte della perdita di occupazione che su quello della salute.

In quali casi si può avere la sospensione - In base all'accordo è possibile chiedere di saltare le rate per i mutui a tasso fisso, variabile e misto, inclusi i mutui cartolarizzati, rinegoziati, per i quali è stata fatta la surroga e per i mutui accollati.
La richiesta può essere presentata in caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, purchè non si tratti di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia/anzianità, di licenziamento per giusta causa o di dimissioni. Diritto a sospendere i pagamenti anche in caso di cessazione dei rapporti di collaborazione e di sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito (Cig; Cigs; altre misure di sostegno del reddito come gli ammortizzatori sociali in deroga; contratti di solidarietà). Infine la stessa possibilità è riconosciuta in caso di morte o di insorgenza di condizioni di non autosufficienza da parte del mutuatario.

Possibile saltare le rate anche se si è già in ritardo con i pagamenti - Potrà chiedere la sospensione del rimborso dei mutui anche chi è già oggi in ritardo con i pagamenti. Occorre, però, che il ritardo non sia superiore a sei mesi e che sia dovuto alla perdita del lavoro o ad una delle altre cause previste come motivazione per la sospensione delle rate. Anche è in ritardo oggi, potrà, quindi, presentare la domanda.

Quando saltare la rata non è ammesso - Ci sono però anche dei casi espressamente esclusi dal beneficio. L'esclusione riguarda innanzitutto i i mutui con rata fissa e durata variabile e quelli per i quali sia stata stipulata un’assicurazione a copertura del rischio di perdita di lavoro o invalidità, se l'assicurazione copre almeno gli importi delle rate oggetto della sospensione e sia efficace nel periodo di sospensione stesso. Esclusi anche i mutui con con ritardo nei pagamenti superiore a 180 giorni consecutivi al momento della presentazione della domanda da parte del mutuatario ovvero per i quali sia intervenuta la risoluzione del contratto stesso o sia stata avviata da terzi una procedura esecutiva sull’immobile ipotecato, e i mutui che fruiscono di agevolazioni pubbliche (contributi in conto interessi/capitale e provvista agevolata)

Come funzione la sospensione - E possibile richiedere la sospensione per almeno 12 mesi e per una sola volta. Sono possibili due opzioni: sospendere l'intera rata del mutuo, oppure solo il rimborso del capitale pagando comunque la quota interessi. Anche questa opzione è prevista a discrezione della banca. Nel primo caso gli interessi maturati nel periodo di sospensione vengono rimborsati (senza applicazione di ulteriori interessi), a partire dal pagamento della prima rata successiva alla ripresa dell’ammortamento, con pagamenti periodici (aggiuntivi rispetto alle rate in scadenza e con pari periodicità) per una durata che sarà definita dalla banca sulla base degli elementi forniti dal mutuatario. Nel secondo caso dopo la sospensione si riprenderà a rimborsare il solo capitale.

Tutte le informazioni on line Per attivare la procedura occorre presentare un'apposita domanda, e la sospensione delle rate scatterà entro 45 giorni. I moduli sono disponibili on line oltre che presso tutti gli sportelli. E' anche possibile consultare on line le condizioni offerte da tutti gli istituti.

(fonte repubblica.it)

lunedì 8 febbraio 2010

IL FRIGO CHE "MANGIA" TROPPA ENERGIA

L'elettrodomestico più diffuso al mondo, immancabile presenza in tutte le cucine, và coccolato con alcune buone e corrette abitudini di uso e manutenzione. Se non si vuole che, invece di contenere il cibo, il frigo mangi i nostri risparmi e più energia del dovuto, bisogna prendere delle buone abitudini. Capita spesso di tenere il frigo aperto mentre sistemiamo la spesa o di riempirlo troppo e male, non facendo attenzione alla disposizione degli alimenti né alla sua temperatura. Già questi atteggiamenti determinano un iper consumo energetico, facilmente evitabile con alcuni "trucchetti". Innanzitutto sistemare il frigo lontano da fonti di calore, ad esempio né vicino al forno né sotto la luce diretta del sole, e lasciare almeno 10 cm tra un alimento e l'altro, in modo che circoli l'aria all'interno, permette già un consistente risparmio energetico. Inoltre, pulire ogni 4 mesi la serpentina dietro al frigorifero con un panno umido e non lasciare che le pareti si rivestano di ghiaccio consente di risparmiare fino al 30% di energia elettrica. Infine, controllare se la velocità di raffreddamento dei cibi è sufficientemente buona: una volta riposti nel freezer, ad esempio, gli alimenti devono arrivare a una temperatura di 18° C, in un tempo compreso tra le 22 e le 26 ore. Naturalmente già la qualità del prodotto al momento dell'acquisto influisce sul risparmio di energia: un frigocongelatore di classe A++ avrà, in condizioni ottimali, un costo annuo di 37,6€, piuttosto che i 68,80€ di un classe A o, addirittura, oltre 156,20€ di un classe G. Grazie a questi piccoli accorgimenti si può risparmiare fino a 60€ l'anno. Apparentemente una cifra irrisoria che, se moltiplicati per 10 anni, la vita media di un frigo, diventa una cifra consiste e permette di acquistarne uno nuovo a zero spese, oltre ad un rilevante risparmio energetico.

(fonte greeness.it)

In arrivo i «conti correnti» presso supermercati e benzinai

Non sono dei conti correnti classici perché non daranno interessi sul denaro depositato. Sono "conti di pagamento" utili per rendere più fluidi gli esborsi ricorrenti o legati a consumi. Dall'altra parte non ci sarà una banca ma degli "istituti di pagamento" che potranno fare anche del credito, ma entro limiti fissati da Bankitalia e per operazioni finalizzate agli acquisti. Il prestito dovrebbe essere contenuto nei 12 mesi con la possibilità di andare oltre, se collegato a pagamenti con carte di credito. Le "quasi banche" dovranno essere iscritte a un apposito albo, dovranno separare tali attività dal proprio business caratteristico, avranno una separazione amministrativo- contabile rispetto a tutto il resto. Si sottoporranno alla Vigilanza di Bankitalia che potrà effettuare controlli, esaminare reclami e distribuire sanzioni.
Proprio l'istituto di via Nazionale, entro breve, dovrà rendere note le istruzioni operative. A quel punto, catene di supermercati o grandi utilities, operatori telefonici o società di trasporti o di distribuzione del carburante potranno studiare offerte ai propri clienti abbinate a un conto di pagamento. Che ha potenzialità ben maggiori delle fidelity card e non richiede la sponda esterna di una banca con relativi costi.
Saranno gli stessi soggetti commerciali a gestire le movimentazione in entrata e in uscita, creando concorrenza alle banche e fra loro. Così come vuole la direttiva Ue approvata nel novembre del 2007. Per l'Italia, che ha ancora il 90% delle transazioni in contanti, può essere l'occasione di una svolta. Un passaggio della "guerra al contante" che è sostenuta dalle banche e che ha numerosi vantaggi anche per la collettività (per esempio nel contrasto al riciclaggio di denaro).
Ma come funzionerà un conto di pagamento? In fase iniziale è un conto "prepagato" che potrà essere alimentato da denaro contante, accredito di stipendi, rimesse di denaro da altri paesi o da spostamento di fondi da altri conti correnti o carte. A quel punto il conto potrà essere utilizzato per pagare la spesa, utenze, sanzioni o abbonamenti. Potranno essere effettuati bonifici e quasi tutte le forme di pagamento.
Con quel conto di riferimento potranno essere attivati pagamenti contactless (senza inserimento della carta o digitazione del Pin) o con cellulare, oppure online e in tutte le forme che le tecnologie della finanza potranno offrire. Già ora con la possibilità di pagare bollette o sanzioni dal tabaccaio il cliente può disporre di interlocutori diversi da banche e uffici postali.
Per il consumatore il vantaggio dovrebbe essere un mix di costi minori e maggiore rapidità. Con una rendicontazione delle spese effettuate più facile, meglio raggruppabile o recuperabile in caso di contestazioni.
Soprattutto con una carta o un cellulare sarà possibile effettuare pagamenti di piccola entità, senza estrarre il portafogli o le monetine. Certo, quando partirà, il pressing sarà forte. Dal supermercato di fiducia o dalle Ferrovie dello Stato, o dalla tv digitale, potrà arrivare l'offerta di aprire un conto di pagamento per agevolare lo spostamento di flussi di denaro. C'è addirittura il rischio, se le aziende a contatto con il grande pubblico entreranno nelle attività di pagamento, che il cliente accetti di avviare più conti di pagamento. Con più documenti da tenere e con fin troppi numeri da memorizzare. Anche se con spese bassissime.
Per le aziende l'offerta di servizio di pagamento è un business complementare: serve per automatizzare la gestione dei pagamenti e degli incassi, riducendo la carta in circolazione e utilizzando molto più di prima il canale online. Dovrebbe favorire una crescita dei volumi attraverso i finanziamenti di breve termine e tutte le politiche di fidelizzazione che potranno transitare proprio sul conto. Il nuovo strumento sembra facilitare il contatto con una clientela giovane e non bancarizzata cui offrire uno strumento di base molto semplice. Infine l'introduzione di nuovi mezzi di pagamento può aprire l'azienda a nuovi mercati e nuovi prodotti.
Il via alla nuova fase delle quasi banche porta con sè anche una razionalizzazione di funzioni di intermediari già esistenti. Alcune società finanziarie ex articolo 106 e 107 del Testo unico bancario (cioè che svolgono attività di finanziamento, intermediazione o cambi) dovranno ridefinire la loro posizione e, con scadenze diverse entro il 31 gennaio 2011, dovranno precisare la volontà di iscrizione al nuovo albo delle istituzioni di pagamento. Entrando in un'area di operatività meglio regolamentata e più vigilata.

(fonte ilsole24ore.com)