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martedì 26 luglio 2011

BENZINA, ANCORA RECORD: VERDE SUPERA 1,64 € A LITRO

I prezzi della benzina continuano a volare, ed è un altro record storico. La verde supera quest'oggi, secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana, quota 1,64 euro, con un aumento di 1 centesimo negli impianti Ip sia per quanto riguarda la benzina (1,641 €) che per il gasolio (1,523 € a litro).

(fonte leggo.it)

lunedì 11 luglio 2011

BENZINA, AUMENTI SENZA FINE. LA VERDE AL SUD FINO A 1,67 €

Fine settimana all'insegna dei rialzi sulla rete carburanti italiana. La fuga in avanti di Eni ha, infatti, favorito un aumento generalizzato di circa 2 centesimi dei prezzi raccomandati. Impennata anche per i prezzi praticati sul territorio, segnala quotidianoenergia.it dove in media tutte le compagnie hanno superato abbondantemente la soglia di 1,6 centesimi sulla benzina e al Sud si raggiungono picchi record di 1,67 euro/litro. Il diesel è ormai ad un passo di quota 1,5 euro/litro nei valori medi. Nel dettaglio, informa quotidianoenergia.it, Esso è salita di 1,5 centesimi su benzina e diesel, IP rispettivamente di 2,4 e 2 centesimi, Q8 e Shell di 2 centesimi in entrambi i casi, Tamoil di 2,2 centesimi e TotalErg di 2,2 centesimi nel caso della verde e di 2 sul gasolio. Il diesel ha ampiamente oltrepassato in alcune aree del Paese la soglia di 1,5 euro e si sfiora 1,52 euro/litro. Aumenti (anche se più contenuti) si registrano anche per le no-logo. A livello Paese, il prezzo medio praticato della verde (in modalità servito) va dall'1,609 euro/litro degli impianti Tamoil all'1,618 euro/litro dei punti vendita IP (no-logo a 1,532). Per il diesel si passa dall'1,487 euro/litro dei punti vendita Esso all'1,493 euro/litro degli impianti IP (no-logo a 1,409 euro/litro). Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,734 euro/litro dei punti vendita Eni allo 0,751 degli impianti Shell (a 0,722 euro/litro le no-logo).

(fonte leggo.it)

mercoledì 15 giugno 2011

FISCO, IL 'METODO TREMONTI': "TRE ALIQUOTE E 5 IMPOSTE"

Tre aliquote Irpef e cinque imposte in tutto: si può sintetizzare così l'impalcatura della riforma fiscale che ha in mente il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Una riforma che non si può tuttavia pensare di fare in situazione di deficit, nè tanto meno sconquassando il bilancio dello stato, ma che piuttosto potrà essere avviata anche e soprattutto grazie a risparmi importanti che arriveranno dal taglio dei costi della politica. Sì perchè dovranno essere soprattutto i politici a dare il buon esempio, abbandonando abitudini inutilmente dispendiose quali l'utilizzo eccessivo degli aerei di stato.

Il ministro ha scelto oggi la gremita platea dell'assemblea di Confartigianato per scoprire le prime carte sulla sua idea di fisco del futuro. E lo ha fatto nel corso di un corposo intervento che ha toccato molti dei temi a lui cari: dalle ragioni all'evoluzione della crisi, allo stato di salute dell'economia italiana, oltre che all'elenco delle riforme già portate a termine e quelle ancora da completare. L'idea alla quale il responsabile di via XX settembre sta lavorando è dunque quella di un fisco molto semplificato, ma la premessa è sempre la stessa e cioè quella del rigore. «Non si può fare la riforma fiscale in deficit - avverte infatti - sarebbe una contraddizione rispetto all'impegno morale che tutti i governanti devono avere in questo periodo». E incalza: «scassare il bilancio pubblico è una strategia che non è nell'interesse della gente ed è prodotto dell'irresponsabilità».

Quello a cui pensa Tremonti è quindi un sistema più semplice, possibilmente articolato su non più di «cinque imposte», nel quale molti tributi minori «possono essere accorpati e concentrati». E con assoluta precisione scandisce che «credo sia giusto un sistema a tre aliquote» Irpef. La base imponibile, sostiene Tremonti, deve essere la più larga, senza i regimi di favore, e le aliquote le più basse possibili che rappresentano il miglior investimento per ridurre l'evasione fiscale. Il riferimento chiaro è alla «torre di babele» di 480 agevolazioni, anche assistenziali, sulle quali lavorano due dei quattro tavoli per la riforma. Scaglioni e calcoli - spiega - dipenderanno poi da quanto si riuscirà a tagliare. Ma d'altra parte il ministro ammette che anche le decurtazioni non sono semplici da fare: «è facile dire no ai tagli lineari - osserva infatti - ma di solito quando vai a parlare con un ministro ti dice: 'taglia l'altro'».

C'è comunque, a suo avviso, un «enorme bacino da cui derivare risorse per fare la riforma fiscale e correggere l'andamento della finanza pubblica». Basti pensare ad esempio alla pletora di agevolazioni, esenzioni e benefici goduti da «chi non ne ha titolo». E il ministro punta il dito ad esempio su «quelli che hanno il gippone», i moderni Suv, ai quali «vanno tolti gli assegni». Questo, rincara dunque, «è un Paese in cui si può dedurre tutto: dalle palestre alle finestre». Ma a dare il buon esempio dovrà essere in primis la politica, i cui costi andranno drasticamente ridotti. «Meno aerei blu e più Alitalia» suggerisce dunque anche per i suoi colleghi e ricorda che «io stesso oggi sono rientrato a Roma con l'Alitalia». Quindi conclude: «gli incarichi pubblici devono essere remunerati nella media europea». E, visto che la manovra triennale è alle porte, più che un suggerimento sembra un anticipo di quel sta per arrivare.

LE ALIQUOTE IRPEF Sono cinque le aliquote - comprese tra il 23 e il 43% - che attualmente caratterizzano la cosiddetta «curva Irpef», previste dal sistema tributario italiano per consentire la tassazione progressiva dei redditi. Sui redditi dei contribuenti-persone vige il criterio della tassazione progressiva dei redditi, con l'obiettivo di realizzare il principio costituzionale in base al quale i cittadini pagano le tasse secondo il reddito e la loro capacità contributiva, criterio che può esser attuato anche modulando in maniera diversa base imponibile e meccanismi agevolativi.

La prima aliquota, quella più bassa, è ora del 23% e si applica ai redditi fino a 15.000 euro. Il meccanismo di detrazioni e deduzioni previsto per le diverse tipologie di reddito (lavoro, autonomo, ecc) e per i cosiddetti carichi familiari (coniuge, figlio a carico, ecc) realizza di fatto, all'interno di questo primo scaglione, anche un' area di esenzione, la cosiddetta no-tax area. Man mano che si sale di reddito, le diverse quote aggiuntive vengono poi tassate con le altre quattro aliquote: del 27% (tra i 15.000 e i 28.000 di reddito), del 38% (tra il 28.000 e i 55.000), del 41% (tra i 55.000 e i 75.000), e del 43% per contribuenti più abbienti con oltre 75.000 euro di reddito.

Il tema della semplificazione del sistema, e quindi anche della curva delle aliquote, è sempre stato al centro del dibattito. Nel passato il Parlamento approvò anche una legge delega, contenente i principi della Riforma Tremonti, che prevedeva due sole aliquote e puntava di fatto al criterio della «flat tax». La norma, che non è mai stata attuata perchè arrivò a fine legislatura, prevedeva una tassazione generalizzata del 23% fino a 100.000 euro di reddito (che sarebbe stata l'aliquota applicata da circa il 99,5% dei contribuenti) e del 33% sopra questa soglia.

(fonte leggo.it)

mercoledì 18 maggio 2011

CARO TRAGHETTI, ANTITRUST INDAGA SU MOBY, GNV E SNAV

L'Antitrust ha avviato un'istruttoria nei confronti delle società Moby, Snav, Grandi Navi Veloci eForship (marchio «Sardinia Ferries»), e delle loro controllanti, per verificare se abbiano posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza, finalizzata all'aumento coordinato dei prezzi per il trasporto passeggeri da e per la Sardegna. Lo rende noto l'Autorità. Le società oggetto dell'istruttoria «rappresentano i principali operatori attivi sulle rotte interessate dagli aumenti e ne rappresentano una parte sostanziale, non inferiore al 75% in termini di frequenze e al 60% in termini di passeggeri».

(fonte leggo.it)

lunedì 16 maggio 2011

Benzina: ribassi da TotalErg e Tamoil

Aumenta divario prezzi fra 'no logo' e compagnie e fra Nord-Sud

Ancora ribassi sulla rete carburanti. TotalErg ha tagliato di 1 cent il prezzo raccomandato di benzina e diesel, mentre Tamoil ha ritoccato verso il basso di 0,5 cent la sola verde. Sul territorio, secondo quanto emerge dal monitoraggio di Quotidiano Energia, i prezzi praticati assecondano la discesa, seppur con un aumento del divario tra le no-logo e le petrolifere e fra Nord e Sud a causa di velocita' diverse di aggiustamento al ribasso.

(fonte ansa.it)

lunedì 9 maggio 2011

Benzina: e' corsa al ribasso

Staffetta, marchi seguono ritocchi all'ingiu' di Eni

E' corsa al ribasso per i carburanti.
Dopo i ritocchi di giovedi' e venerdi', Eni ha di nuovo tagliato il prezzo del diesel, portandolo a 1,449 euro al litro. Ferma invece la benzina a 1,593 euro al litro. E' quanto emerge dalle rilevazioni di Staffetta Quotidiana che registra anche come sulla benzina scendano Esso (-1 cent a 1,585 euro), IP (-0,5 a 1,587 euro), Tamoil (-0,5 a 1,594 euro) e TotalErg (-0,6 a 1,593 euro). Giu' anche il gasolio alla Esso, IP, Q8, Shell, Tamoil e TotalErg.

(fonte ansa.it)

mercoledì 4 maggio 2011

BENZINA, UN ALTRO RECORD: IN PUGLIA OLTRE 1,64 €/LITRO

Nuovo record storico per il prezzo della benzina che, secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, sfiora la soglia di 1,6 euro al litro nella media nazionale. Nei distributori Tamoil, infatti, il prezzo alla pompa è salito a 1,599 euro al litro. Ieri sul mercato del Mediterraneo, nella prima sessione dopo due giorni di chiusura delle contrattazioni, rileva Staffetta Quotidiana, si è registrato un tonfo dei prezzi. La benzina ha perso 17 dollari la tonnellata a quota 1.145, il gasolio 15 a 1.054. L'euro ha perso leggermente terreno rispetto al dollaro e così per i compratori europei il prezzo della benzina si attesta a 585 euro per mille litri (-6), quello del gasolio a 603 (-6). Venendo ai prezzi alla pompa, dopo il rialzo deciso ieri da Eni sulla benzina, questa mattina registriamo un ritocco all'insù proprio per Tamoil. La compagnia libica ha aumentato i prezzi della benzina di 0,6 centesimi al litro, salendo così in media nazionale a 1,599 euro al litro. Ferme invece tutte le altre compagnie. Con l'aggiustamento di Tamoil, aumenta la media ponderata tra i diversi marchi: il prezzo della benzina guadagna 1 millesimo a 1,589 euro al litro, mentre resta stabile il gasolio a 1,495 euro al litro. I prezzi medi regionali restano sostanzialmente invariati con Piemonte e Veneto sempre a guidare la classifica con una media di 1,595 euro al litro sulla benzina e 1,496 euro al litro sul diesel. Valori massimi in Provincia autonoma di Bolzano con la verde a 1,632 euro al litro e il gasolio a 1,533 euro al litro. Discorso a parte nelle Regioni dove vige l'addizionale regionale (Abruzzo, Marche, Liguria, Campania, Molise, Calabria e Puglia) dove la media della benzina risulta più alta, con la Puglia a fare da battistrada a quota 1,643 euro al litro.

(fonte leggo.it)

giovedì 14 aprile 2011

Benzina: tregua prezzi, sotto 1,6 euro

Verde tra 1,586 e 1,591 euro, diesel tra 1,494 a 1,501 euro

Seconda giornata di tregua sulla rete carburanti. La media dei prezzi della benzina (in modalita' servito) va da 1,586 euro/litro degli impianti Esso a 1,591 di quelli IP e Shell (no-logo a 1,503). Per il diesel - rileva quotidianoenergia.it. - si passa da 1,494 euro/litro delle stazioni Esso a 1,501 degli impianti IP e Q8 (no-logo a 1,417).

Il Gpl si posiziona tra 0,783 euro/litro nei punti vendita Esso a 0,797 degli impianti Tamoil (a 0,771 le no-logo).

(fonte ansa.it)

giovedì 7 aprile 2011

BENZINA, ANCORA AUMENTI: AL SUD VERDE OLTRE 1,63 €/L

Ancora al rialzo i prezzi raccomandati di benzina e diesel, a causa delle tensioni sui prezzi dei prodotti petroliferi in Mediterraneo, che malgrado la sostanziale stasi registrata alla chiusura di ieri si confermano ai massimi dal 2008, e l'aumento delle accise in vigore da ieri (QE 6/4). Questa mattina, infatti, Esso e Q8 hanno aumentato di 1 centesimo entrambi i prodotti, mentre IP di 1,5 centesimi la verde e di 1,9 centesimi il gasolio e TotalErg rispettivamente di 1,5 e 1,7 centesimi. Secondo il monitoraggio di Quotidianoenergia.it, immediati sono gli effetti sul territorio, dove si scontano anche rialzi legati ai giorni precedenti e ancora non del tutto assorbiti. Punte massime, come di consueto, al Sud con la benzina che supera 1,63 euro/litro e il diesel 1,52. A livello Paese, oggi la media dei prezzi praticati della benzina (in modalità servito) è in forte salita e va dall'1,576 euro/litro degli impianti Esso all'1,583 dei punti vendita Q8 (no-logo a 1,498 euro/litro). Per il diesel si passa invece dall'1,481 euro/litro delle stazioni di servizio Esso all'1,492 rilevato negli impianti Shell (le no-logo a 1,423). Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,782 euro/litro registrato nei punti vendita Esso allo 0,797 euro/litro degli impianti Tamoil (0,772 le no-logo).

(fonte leggo.it)

mercoledì 6 aprile 2011

BENZINA, AUMENTANO ACCISE: AL SUD VERDE OLTRE 1,62 €/L

Il prezzo della benzina continua a volare, nel giorno in cui scatta, peraltro, anche l'aumento dell'accisa sui carburanti. Eni, secondo quanto scrive Quotidiano energia, ha ritoccato i prezzi raccomandati du 1,7 cent su benzina e diesel (e sono 2,7 cent di aumento in 2 giorni), tirandosi dietro tutte le altre compagnie con rincari altrettanto significativi: Ip 1 centesimo su benzina e diesel come pure Esso e Shell mentre Q8 è salita di 1,4 e Tamoil addirittura di 1,9. TotalErg ha ritoccato invece di 0,5 la benzina e di 1,2 cent il diesel. Prezzi praticati che, di conseguenza, risalgono su tutto il territorio come pure le no-logo.
Punte massime, come di consueto, al Sud con la benzina che sfiora 1,620 euro al litro e il diesel 1,510. A livello Paese, oggi la media dei prezzi praticati della benzina (in modalità servito) è in significativa salita e va dall'1,565 euro al litro degli impianti Esso e Ip all'1,573 dei punti vendita Tamoil (no-logo a 1,494 euro/litro). Per il diesel si passa invece dall'1,470 euro/litro delle stazioni di servizio Esso all'1,483 rilevato negli impianti Eni (le no-logo a 1,418). Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,781 euro/litro registrato nei punti vendita Esso allo 0,797 euro/litro degli impianti Tamoil (0,772 euro/litro le no-logo.

SCATTA L'AUMENTO DELLE ACCISE Scatta da oggi l'aumento dell'accisa sulla benzina. L'Agenzia delle Dogane ha pubblicato sul sito internet la Determinazione del direttore che fissa tutti gli aumenti, da oggi fino al 2014 per finanziare la cultura. Il primo aumento scatta da oggi fino al 30 giugno 2011. Per la benzina il rincaro dell'accisa è di 0,73 centesimi e le aliquote di accisa arrivano cosi per la benzina a 571,30 euro per mille litri mentre per il gasolio usato come carburante a 430,30 euro per mille litri. Il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Dogane è legato al decreto legge del 31 marzo con il quale si è deciso di finanziare, attraverso l'accisa sui carburanti, l'incremento del fondo per la cultura. L'entità degli oneri è apri a 236 milioni di euro a decorrere dal 2011, incrementati di 45 milioni dal primo luglio 2011 e fino al 31 dicembre sempre di quest'anno e di 90 milioni di euro per gli anni 2012 e 2013. Le Dogane hanno dunque considerato il gettito da conseguire e lo hanno diviso per i giorni, determinando così l'aumento dell'imposta. Per quanto riguarda i prezzi alla pompa, non è detto che l'aumento della tassa determini in automatico un aumento del prezzo già dai prossimi giorni, riferiscono fonti dell'Agenzia. Tornando agli aumenti dell'accisa stabiliti dalle Dogane, a decorrere dal promo luglio 2011 e fino al 31 dicembre sempre di quest'anno l'aumento dell'accisa sarà di 0,92 centesimi e l'imposta arriverà per la benzina a 573,20 euro per mille litri e per il gasolio a 432,20 euro sempre per mille litri. A decorrere dal primo gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2013 l'accisa sulla benzina sarà a 571,60 euro per mille litri e per il gasolio a 430,60 euro per mille litri. Infine a decorrere dal primo gennaio 2014 per la benzina l'accisa sarà a 569,50 euro (per mille litri) e per il gasolio a 428,50 euro.

BONANNI: RACCOGLIEREMO FIRME CONTRO AUMENTI - «Raccoglieremo cinquecentomila firme per far pagare meno la benzina ai lavoratori e a tutti i cittadini italiani». Lo sottolinea il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, confermando l'impegno del sindacato per la campagna di raccolta di 500.000 firme, insieme alla Fegica, alle associazioni dei consumatori e del commercio, per l'approvazione di un disegno di legge per la riorganizzazione e l'efficienza del mercato petrolifero e per il contenimento dei prezzi dei carburanti. «Vogliamo separare il ruolo dei petrolieri da quello dei rivenditori finali, rompendo il monopolio esistente e abolendo il vincolo della fornitura in esclusiva imposto ai gestori, rendendo più trasparenti le condizioni di approvvigionamento. In questo modo si può ottenere un significativo calo del prezzo della benzina e un risparmio di almeno 400 euro all'anno a famiglia. Non ci stancheremo di alzare la voce su questo tema. Noi - ha sottolinea Bonanni - continuiamo a chiedere la defiscalizzazione delle accise sulla benzina per far pesare meno sulle tasche dei lavoratori gli effetti negativi dell'aumento dei prodotti energetici che acuiscono una situazione economica già difficile per tutto il sistema Italia. Il Governo aveva promesso di tagliare le accise qualora il petrolio fosse arrivato sopra i 70 dollari al barile. Invece, le tasse stanno aumentando e ogni volta che aumenta la benzina lo stato incassa di più senza colpo ferire. Per questo - conclude Bonanni - la Cisl raccoglierà ora 500 mila firme: il parlamento dovrà ascoltarci e liberalizzare davvero questo settore».

(fonte leggo.it)

venerdì 1 aprile 2011

Benzina: ancora tregua, a Sud sopra 1,6

Verde tra 1,555 euro e 1,564, diesel tra 1,464 euro e 1,469

Ancora un giorno di tregua sulla rete dei carburanti. Secondo Quotidiano Energia, sul territorio si registra una tendenziale limatura al ribasso dei prezzi ma un'impennata delle punte massime al Sud, dove la benzina e' oltre 1,6 euro/litro (1,606 euro) e il diesel a 1,5 euro. La media dei prezzi praticati della verde va dall'1,555 euro (Eni) all'1,564 (Q8). Per il diesel si va dall'1,464 euro (Esso) all'1,469 (Q8 e Shell). Il Gpl si posiziona tra lo 0,782 euro (Eni) e lo 0,807 euro (TotalErg).

(fonte ansa.it)

giovedì 24 marzo 2011

SPARISCE TASSA SUL CINEMA, MA AUMENTA PREZZO BENZINA

Sparisce la tassa sul cinema, ma aumenta il prezzo della benzina. Il reintegro del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, con 149 miloni e tax credit «stabile e permanente», costerà carissimo agli italiani. Per finanziare il Fus e per cancellare, infatti, la contestata tassa di 1 euro sui biglietti del cinema, il governo ha deciso di aumentare l'accisa sui carburanti di 1-2 centesimi. La misura è stata annunciata dal sottosegretario Gianni Letta, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi.
«Abbiamo abolito l'aumento di un euro sui biglietti e finanziato stabilmente la tax credit, con risorse che derivano dalle accise sulla benzina: un piccolo sacrificio di uno o due centesimi, che tutti gli italiani saranno lieti di poter fare», ha detto Letta, spiegando che per il Fus «ritorna ai livello dell'anno scorso con 438 milioni, anzi qualcosa di più». Vengono stanziati «149 milioni di reintegro per lo spettacolo, 80 milioni per la conservazione dei beni culturali, 7 milioni per gli istituti culturali».

L'ACCISA L'accisa è l'imposta di fabbricazione sui carburanti che, insieme all'Iva, pesa per circa la metà sul prezzo di benzina e diesel. Il prezzo al consumo dei carburanti è infatti sostanzialmente la somma di due componenti: la prima è quella fiscale, la seconda quella industriale (materia prima e margine lordo delle compagnie petrolifere). La componente fiscale è costituita a sua volta da due elementi. Il primo è proprio l'accisa che attualmente nel nostro Paese è di 0,564 euro al litro per la benzina senza piombo, di 0,423 euro al litro per il gasolio e di 0,125 euro al litro per il gpl. Il secondo elemento è l'Iva, che si applica, nella misura del 20%, sia alla componente industriale che all'accisa. Se prendiamo a riferimento i due principali carburanti, la componente fiscale pesa per oltre la metà del prezzo alla pompa per la benzina senza piombo (circa 53%) e poco meno della metà per il gasolio auto (46% circa). Secondo quanto più volte ricordato dall'Adiconsum, il primo aumento dell'accisa risale addirittura alla guerra in Etiopia del 1935 (1,90 lire). Nel 1956 fu la volta della crisi di Suez (14 lire), seguito da altre 10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963 e da altrettante 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966. Tra il 1968 e il 1980 fu fatta leva ancora sulle accise per far fronte alle emergenze terremoti (10 lire per il Belice del 1968; 99 lire per il Friuli del 1976; 75 lire per l'Irpinia del 1980). Nel 1983 toccò alla guerra in Libano (205 lire), mentre nel '96 per il finanziamento della missione in Bosnia Erzegovina del furono applicate altre 22 lire. L'ultimo rincaro, almeno fino a quello annunciato oggi, risale al 2004: 0,020 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri.

REINTEGRATO IL FUS Un salvagente con 236 milioni di euro per spettacolo, tutela del patrimonio, istituti culturali, che viene garantito anche per i prossimi anni - sganciato quindi dalla legge finanziaria - grazie al finanziamento che arriva da una nuova accisa sulla benzina. Ma anche la restituzione dei 70 milioni di euro che erano stati congelati dalla legge di stabilità, oltre a 90 milioni per il tax credit - anche questi provenienti dall'accisa sulla benzina e quindi garantiti anche per i prossimi anni - e all'autorizzazione per nuove assunzioni, per il 2011 e non solo. Seppure minimamente limato rispetto alle esigenze che erano state sottolineate dal ministero (un documento preparato dagli uffici di via del collegio romano contava un totale di circa 400 milioni, la somma finale arriva a 396) il reintegro arrivato oggi con il decreto varato dal governo consente un deciso respiro di sollievo per il finanziamento pubblico alla cultura, salvando il ministero da oggi affidato a Giancarlo Galan da una bancarotta ormai annunciata.
Di seguito le cifre:
FUS: a rimpinguare le casse del Fondo Unico per lo Spettacolo ridotto nel 2011 a 258 milioni di euro, arrivano 149 milioni ricavati dalla nuova accise sulla benzina, ai quali vanno aggiunti i 27 milioni che erano stati congelati per effetto della legge di stabilità. In totale quindi 434 milioni, ai quali si aggiungono circa 90 milioni di risorse per il Tax Credit - ovvero le agevolazioni fiscali per il cinema- che da oggi diventa una misura definitiva. Lo sganciamento dalla legge finanziaria garantisce l'arrivo di 149 milioni l'anno per sempre in aggiunta alla base Fus che per il 2012 è di 262 milioni e per il 2013 di 264 milioni.
TUTELA PATRIMONIO: per la tutela del patrimonio, il documento preparato dagli uffici del ministero dei beni culturali contava una esigenza di 'non meno di 200 milioni di eurò. Dal decreto varato oggi arrivano 80 milioni l'anno ai quali bisogna aggiungere la restituzione di 50 milioni che erano stati congelati dalla legge di stabilità. Nonchè, particolarmente importante anche dal punto di vista dei conti la norma che consente nuove assunzioni a Pompei (30 nel 2011) ma anche di rimpinguare sostanziosamente l'organico del ministero con altre 170 assunzioni in tutta Italia e poi di garantire il turn over anche negli anni successivi. Questa norma in particolare, contano al ministero, dovrebbe permettere, nel giro di 4-5 anni, di rimpinguare gli organici da anni depotenziati del mibac.
ISTITUTI CULTURALI: per gli istituti culturali, decurtati dal super taglio dalla manovra anticrisi dell'estate scorsa, arrivano 7 milioni di euro.

ADOC: MISURA ASSURDA L'aumento delle accise sulla benzina per sostenere il settore dello spettacolo è «un provvedimento assurdo e gravoso per i consumatori, che a causa dei rincari hanno già subito un danno di 300 euro». Lo afferma l'Adoc, commentando la decisione del consiglio dei ministri. La misura, afferma l'associazione dei consumatori, «è in palese contraddizione con quanto espresso durante la riunione di ieri con il ministro Romani, dove si è discusso di intervenire su Iva e accise in modo da ridurre i prezzi dei carburanti. Invece di imporre nuove tasse, dovrebbero essere tagliate di 8 centesimi le attuali accise, per riportare il costo della benzina nella media europea». Secondo i calcoli dell'Adoc, l'aumento dei carburanti registrato in questi mesi «ha già costituito un oneroso aggravio per le famiglie, pari a circa 300 euro, ed è alla base di un potenziale rincaro dei prezzi dei prodotti trasportati, che si traduce in un'impennata dell'inflazione. Crediamo che una politica sui carburanti debba essere decisa in maniera strategica e non deve diventare uno strumento per risolvere i problemi, seppure gravi, di altri settori come lo spettacolo. Questo bene, già particolarmente costoso, non può essere utilizzato come forma di finanziamento».

CODACONS: E' UNA FOLLIA La decisione di introdurre un aumento della accise da 1 o 2 centesimi sulla benzina è «una follia». Lo afferma il Codacons commentando in una nota l'annuncio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. «Il Governo ha pensato di eliminare un provvedimento sbagliato, ossia la tassa da 1 euro sul biglietto del cinema, introducendo una misura ancor più sbagliata, ossia un incremento delle accise da 1 o 2 centesimi di euro sulla benzina. - spiega il Codacons - Considerati i prezzi attuali dei carburanti, giunti alle stelle, e la frequenza con cui un cittadino fa rifornimento, si capisce chiaramente come il sacrificio richiesto agli utenti sia tutt'altro che piccolo, e nessun italiano sarà lieto di dare il proprio contributo. Oltretutto - prosegue l'associazione - un rincaro della benzina, seppur minimo, rischia di avere ripercussioni sul tasso di inflazione, con danni enormi per la collettività».

(fonte leggo.it)

venerdì 18 marzo 2011

Benzina: prezzi giù per effetto crisi Giappone

Dopo il rialzo dei giorni scorsi dovuto alla crisi libica, l'effetto Giappone abbassa i prezzi dei carburanti, le cui quotazioni sono al ribasso nel Mediterraneo. Sulla rete continua a prevalere la calma a livello di prezzi raccomandati, mentre per il secondo giorno consecutivo crollano le quotazioni di benzina e diesel sui mercati internazionali, rispettivamente -35,50 dollari a 946 dollari/ton e -16 dollari a 990 dollari/ton. In prevalenza stabili i prezzi praticati sul territorio con leggere tendenze al ribasso soprattutto sulla verde, spinte dagli impianti no-logo che scendono.

E' quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it effettuato in un campione di stazioni di servizio rappresentativo della situazione nazionale per la rubrica Check-Up Prezzi QE. A livello Paese, oggi la media dei prezzi praticati della benzina (in modalità servito) va dall'1,559 euro degli impianti Esso all'1,568 dei punti vendita Q8 (le no-logo a 1,472 euro). Per il diesel si passa dall'1,456 euro delle stazioni di servizio Esso all'1,465 rilevato negli impianti Q8 (le no-logo a 1,394). Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,793 euro registrato nei punti vendita Eni allo 0,798 euro degli impianti Q8 (0,773 euro le no-logo). Quanto all'analisi per macroaree (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Sud), secondo quotidianoenergia.it anche oggi non si riscontrano particolari novità.

(fonte ansa.it)

lunedì 14 marzo 2011

CARO GREGGIO E BOLLETTE: AD APRILE 25 EURO IN PIÙ

La crisi in Libia ha provocato un caro del greggio che ha già spinto la benzina oltre i prezzi massimi, e presto si ripercuoterà anche sulle bollette della luce e del gas. Secondo gli esperti di Nomisma Energia, già ad aprile si dovrebbe registrare un aumento del 2% del metano e dell'0,8% dell'elettricità.Un aumento che, se sarà confermato dall'Authority per l'energia nel consueto aggiornamento trimestrale atteso a fine marzo, si tradurrebbe in un aggravio di quasi 25 euro su base annua della spesa di ogni famiglia (+21,2 euro per il gas, +3,2 euro per la luce). «Dopo le fiammate del prezzo della benzina, tornato ai massimi di luglio 2008, stanno arrivando le stangate sulle tariffe elettriche e del gas», spiega Davide Tabarelli, esperto di Nomisma Energia, sottolineando che se le previsioni trovassero conferma nell'aggiornamento tariffario dell'Autority, si tratterebbe del secondo aumento trimestrale consecutivo per il gas e del primo rincaro delle bollette elettriche da oltre due anni. Nel prossimo trimestre aprile-giugno - spiega Tabarelli - le bollette del gas sono attese registrare un incremento del 2% a 76,5 centesimi al metro cubo che per una famiglia tipo (1.400 metri cubi consumati in un anno) si tradurrebbe in un aggravio di 21,2 euro su base mensile. Una stima che - aggiunge - è basata sul «calcolo automatico e fissato dalle regole dell'Autorità». Sul fronte della luce per la quale le stime «sono più difficili», le previsioni lasciano ipotizzare - prosegue - un rincaro dello 0,8%. Vale a dire un aumento a 15,7 centesimi al chilowattora che per la stessa famiglia tipo (225 chilowattora consumati in un mese ed una potenza impegnata di 3 chilowatt) significherebbero un aumento della spesa annua di poco più di tre euro. Gli attesi rincari dovrebbero essere i primi di una lunga serie, fa notare l'esperto di Nomisma Energia spiegando che si attende un trend rialzista «che continuerà per tutto il 2011» per «i meccanismi, regolatori o di mercato, con i quali vengono trasferiti ai consumatori finali i maggiori costi del petrolio». L'Italia «è tra i paesi più esposti alle dinamiche internazionali del petrolio, e lo si vede proprio nelle bollette, con il prezzo del gas che di fatto, con un ritardo di nove mesi, è ancorato a quello del barile. Ed è anche la fonte più usata nella generazione elettrica».

(fonte leggo.it)

venerdì 11 marzo 2011

Benzina: non si ferma la salita

Media prezzi praticati a 1,567-1,571, punta massima tocca 1,613

Ritocchi al rialzo oggi sulla rete carburanti.A muoversi IP e Tamoil. Entrambe hanno aumentato di 0,5 centesimi i listini di benzina e diesel. Ferme tutte le altre compagnie. In leggera salita anche i prezzi praticati. E' quanto emerge dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it su un campione di stazioni di servizio. A livello Paese, la media dei prezzi praticati della benzina (in modalita' servito) va dall'1,567/l degli impianti IP ed Esso all'1,571 di quelli Eni e Q8 (no-logo a 1,476/l).

(fonte ansa.it)

lunedì 7 marzo 2011

BENZINA, È MAXI-STANGATA: AL SUD VERDE FINO A 1,61 €

Sono proseguiti sabato i rialzi dei prezzi dei carburanti alla pompa, dopo la mossa di Eni di giovedì scorso e la risposta immediata delle altre compagnie, venerdì. Lo rileva Staffetta Quotidiana, precisando che nel fine settimana la compagnia del cane a sei zampe ha di nuovo messo mano ai listini, applicando da sabato un aumento di 1 centesimo dei prezzi di benzina e gasolio. I prezzi medi calcolati dalla Staffetta salgono così a 1,561 euro/litro per la verde e a 1,457 euro/litro per il diesel. A livello geografico, le punte massime si registrano come sempre in Campania per quanto riguarda la benzina (1,616 euro/litro) e in Sicilia per quanto riguarda il gasolio (1,497 euro/litro). Punte minime principalmente nel Nordest a 1,549 euro/litro sulla benzina e 1,441 euro/litro sul diesel. Aumentano i prezzi anche per Esso (+0,5 centesimi con benzina a 1,568 euro/litro e gasolio a 1,458 euro/litro), Tamoil (+1 centesimo con benzina a 1,445 euro/litro e gasolio a 1,447 euro/litro) e TotalErg (+1 centesimo sulla benzina a 1,560 euro/litro e +2 centesimi sul gasolio a 1,462 euro/litro). Sul mercato del Mediterraneo venerdì chiusura in forte rialzo con prezzi della benzina a quasi 1.020 dollari la tonnellata e gasolio a 1.010. A fare da diga è il rafforzamento dell'euro sulla moneta statunitense, che limita gli aumenti per gli acquirenti europei a circa 5 euro per mille litri sulla verde e a 2 sul gasolio.

(fonte leggo.it)

mercoledì 2 marzo 2011

Benzina: Up, prezzi in linea con mercato

A pesare sui prezzi rispetto a 2008 e' cambio euro-dollaro

I prezzi dei carburanti praticati in Italia 'sono assolutamente in linea con gli andamenti dei mercati internazionali e coerenti con quanto accaduto nel 2008, contrariamente a quanto erroneamente sostenuto dalle associazioni dei consumatori'. Lo dice l'Up spiegando che 'posto che oggi il Brent viaggia intorno ai 116 dollari/barile e che le quotazioni dei prodotti raffinati rilevati dal Platts sono molto vicine ai valori del 2008, a pesare sui prezzi e' il peggioramento del cambio euro/dollaro'.

(fonte ansa.it)

martedì 1 marzo 2011

Benzina: nuovi aumenti ai distributori

Quotidiano Energia: a Sud vola a l,58 euro, pesa effetto Libia

Proseguono i rincari per i carburanti al distributore: se i prezzi raccomandati restano fermi (a parte Q8 che aumenta di 0,5 centesimi), i prezzi praticati sul territorio continuano a salire e al Sud ormai sfiorano quota 1,58 euro. Lo rileva 'Quotidiano energia', ricordando che sugli aumenti pesa l'effetto Libia. A livello Paese, la media dei prezzi praticati della benzina (in modalità servito) va dall'1,541 euro al litro degli impianti Tamoil all'1,546 dei punti vendita Eni e Q8 .

(fonte ansa.it)

martedì 22 febbraio 2011

Tar del Lazio annulla pedaggio Gra

Bocciati anche gli aumenti autostradali

IL Tar del Lazio ha annullato il decreto ministeriale che stabiliva l'aumento di un euro delle tariffe sulle strade che si interconnettono con autostrade e raccordi autostradali in gestione diretta dell'Anas, compreso il Gra di Roma. Il decreto, dicono i giudici amministrativi, non prende in considerazione l'esistenza di persone che percorrono le strade di interconnessione senza però entrare nelle autostrade.

Gli aumenti erano stati decisi nel 2010, e il ricorso era stato presentato dalla Provincia di Roma e da 41 comuni insieme con le Province di Firenze, Rieti, Ferrara e Pescara, la Regione Toscana e il Movimento dei cittadini.

Il pedaggio era stato introdotto con la manovra approvata dal governo a luglio 2010.

Nella sua sentenza il Tar scrive che "non vi sarebbe la necessaria e imprescindibile corrispondenza tra chi è tenuto al pagamento dei pedaggi e quanti utilizzano le tratte di strada interessate dal provvedimento". In pratica, cioè, il fatto che ci siano automobilisti che non si immettono in autostrada, pur percorrendo il Grande raccordo, viene considerato un motivo per non sottoporre tali automobilisti al pagamento del pedaggio.

Inoltre i giudici del Tar ritengono che il decreto annullato "è adottato in violazione di norme comunitarie nonché della norma nazionale di recepimento atteso che determina forfettariamente la maggiorazione delle classi di pedaggio, a prescindere fra l'altro dall'effettivo uso dell'infrastruttura".

(fonte tgcom.it)

Libia, vola il prezzo del petrolio

Impennata di Brent e del barile Usa

Effetto Libia anche sul prezzo del petrolio, con il Light crude che vola verso 90 dollari e il Brent ai massimi da due anni e mezzo oltre 105 dollari. A New York il Light crude sale di 3,39 dollari a 89,59 dollari, dopo aver toccato un top di 89,99 dollari. I future sul Brent salgono di 2,05 dollari a 104,57 dollari, dopo un massimo di 105,08 dollari. Il prezzo del petrolio degli Stati Uniti, il West Texas Intermediate (WTI) con consegna a marzo, è aumentato a 88,44 dollari al barile.

La Libia e' il quarto paese produttore di petrolio dell'Africa e un membro dell'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (Opec).

L'Italia è da anni un importante partner commerciale della Libia, il primo dell'Unione europea, al fianco di Cina, Turchia e Corea. Nel primo semestre 2010 le nostre esportazioni verso il Paese sono aumentate del 4 per cento, a quota 1,2 miliardi di euro, mentre quelle libiche verso l'Italia hanno mostrato segni di ripresa (+14,56 per cento) dopo il -41,66 per cento dell'intero 2009, con un boom (+55,5 per cento) del valore dell'export di prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio.

In sintesi, l'interscambio tra i due Paesi nei primi sei mesi dello scorso anno si assesta su un totale di circa 6,8 miliardi di euro, con un incremento del +12,53 per cento rispetto al 2009. "Sono circa 130 le aziende italiane presenti in Libia - ricorda all'agenzia il Velino il direttore della sede Ice di Tripoli, Umberto Bonito - tra cui Unicredit, Ansaldo, Impregilo e Saipem che solo due mesi fa ha vinto l'appalto per costruire il primo tratto dell'autostrada che da Bengasi arriva al confine egiziano".

(fonte tgcom.it)