Nominato da consiglio d'amministrazione
Federico Ghizzoni è il nuovo amministratore delegato di UniCredit che subentra a Alessandro Profumo, dimessosi la scorsa settimana. Ghizzoni, responsabile Cee Banking operations che nella corsa alla poltrona era dato in vantaggio rispetto a Roberto Nicastro (responsabile area retail), è stato scelto all'unanimità dal consiglio d'amministrazione del gruppo bancario. Il cda non si è ancora pronunciato sul direttore generale che affiancherà Ghizzoni.
Federico Ghizzoni (ap)
La nomina di Ghizzoni è stata salutata come "una soluzione ottima" da uno dei vicepresidenti del gruppo bancario, Fabrizio Palenzona, al termine del Cda; soddisfazione è stata espressa anche da Luigi Castelletti, altro vicepresidente di Unicredit, il quale ha parlato di "unanimità" nel Consiglio sulla nomina di Ghizzoni. Il nuovo ad, da parte sua, ha sottolineato come il gruppo sia "molto forte", invitando a continuare "così come abbiamo fatto finora". Ghizzoni ha poi espresso la speranza che "gli altri vice-ceo restino, conto su di loro".
I libici: "Non saliremo più"
"Siamo soddisfatti per la nomina di Ghizzoni - ha invece spiegato il vice presidente di UniCredit, Farhat Omar Bengdara, governatore della Banca Centrale libica - e non saliremo nel capitale di UniCredit: resteremo al livello attuale".
Chi è Federico Ghizzoni
Nato a Piacenza il 14 ottobre 1955, si è laureato in legge all’università di Parma e ha iniziato la sua carriera nel 1980 come Customer Relations Manager in una filiale di Piacenza del Credito Italiano. Dopo aver lavorato come responsabile Credit & Marketing nella filiale di Piacenza, Ghizzoni ha poi ricoperto l’incarico di direttore di filiale a Trieste dal 1988 al 1989. Successivamente è stato direttore di filiale a Seriate dal 1990 al 1992, e quindi vicedirettore generale dell’ufficio di Londra del Credito Italiano.
Dopo essere stato nominato nel 1995 direttore generale dell’ufficio di Singapore del Credito Italiano, tra il 2000 e il 2002 è stato direttore esecutivo responsabile del Corporate and International Banking di Bank Pekao S.A, controllata da UniCredit. Nel 2003 ha iniziato a lavorare in Koç Financial Services, una joint venture paritetica tra Koç Holding e il Gruppo UniCredit. Come membro dell’Executive Board di Koç Financial Services e di tutte le sue affiliate, Ghizzoni è entrato a far parte del top management come responsabile di auditing, risk management, planning and control.
In seguito all’acquisizione da parte di Koç Financial Services di Yapi ve Kredi Bankasi e le sue affiliate è diventato COO e Executive Board Member di Koç Financial Services, nonché COO e Vice Chairman di Yapi ve Kredi Bankasi. Nel luglio del 2007 è stato nominato responsabile della divisione Poland's Markets di UniCredit, responsabile CEE Banking Operations e membro del Board responsabile della CEE Banking Division di Bank Austria AG. Dall’aprile 2009 è Membro dell’Executive Management Committee di UniCredit e nell‘agosto 2010 ha assunto la posizione di Deputy CEO e Deputy General Manager di UniCredit.
(fonte tgcom.it)
venerdì 1 ottobre 2010
giovedì 30 settembre 2010
Anglo-Irish, salvataggio da 34 mld
Allied Irish Bank verso aumento capitale da 3 mld entro annoIl salvataggio di Anglo Irish Bank costera' fino a 34 mld di euro nel peggiore degli scenari. E' quanto stima la Banca centrale irlandese. L'istituto ha anche previsto che Allied Irish Bank necessita di un aumento di capitale da 3 mld di euro entro fine anno, dopo che Dublino ha gia' iniettato nella banca liquidita' per 22,9 mld. Ma per il ministro delle finanza irlandese e' 'fuori questione' l'ipotesi di aiuti finanziari esterni,poiche' il governo intende risolvere autonomamente i problemi.
(fonti ansa.it)
Antitrust contro governo-benzinai
"Loro intesa penalizza i consumatori""L'accordo con i gestori allontana la riduzione del prezzo italiano rispetto alla media europea". E' quanto afferma l'Antitrust in relazione all'intesa tra governo e gestori per la riforma della distribuzione dei carburanti. Positiva, secondo l'Antitrust, è la conferma della liberalizzazione delle forme contrattuali tra compagnie e distributori. L'intesa, invece, "fa un passo indietro rispetto alle altre soluzioni suggerite dall'Autorità".
L'authority per la concorrenza ha inviato una segnalazione inviata a governo e Parlamento, con la quale "chiede il varo di norme realmente liberalizzatrici a favore del mercato e dei consumatori", affermando che l'unico "elemento positivo dell'accordo è la conferma, nelle sue linee fondamentali, della liberalizzazione delle forme contrattuali per la gestione dell'impianto di distribuzione di carburante che, eliminando il vincolo di esclusiva, potrà contribuire alla definizione di un sistema distributivo più concorrenziale e alla creazione di un mercato di approvvigionamento all'ingrosso dei carburanti per autotrazione".
Secondo l'Autorità le modifiche introdotte per scongiurare lo sciopero dei benzinai, in particolare, "ritarderanno l'ammodernamento della rete di distribuzione di carburante nazionale, realizzabile con lo sviluppo di una forte 'selfizzazione' e impediranno uno sviluppo più concorrenziale del settore". Tra le novità che preoccupano maggiormente l'Antitrust l'eliminazione del divieto, per Regioni e Comuni, di introdurre regolamentazioni più restrittive della concorrenza, in particolare per quanto riguarda l'uso del self service pre-pay durante l'orario di apertura e la diffusione di impianti completamente automatizzati.
Cancellata anche la norma che vietava agli enti locali di obbligare i nuovi impianti ad assicurare contemporaneamente la distribuzione di carburanti e di metano e/o GPL. "L'effetto dell'accordo Governo-gestori - conclude l'Antitrust - impedirà in sostanza un'uniforme applicazione a livello locale dei principi di liberalizzazione, più volte richiesta dall'Antitrust e recepita invece dallo schema originario di disegno di legge sulla concorrenza".
(fonte tgcom.it)
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