venerdì 12 marzo 2010

Istat:i salari battono l'inflazione

Nel 2009 retribuzioni lorde a +2,5%

Nel 2009 gli stipendi hanno battuto l'inflazione. Le retribuzioni lorde hanno registrato un incremento del 2,5% rispetto all'anno prima, mentre il carovita è cresciuto dello 0,8%. In particolare l'aumento è stato pari al 3% nell'industria e dell'1,8% nei servizi. Lo rivela l'Istat che sottolinea come nello stesso periodo siano cresciuti anche gli oneri sociali (+2,4%) e il costo del lavoro (+2,5%).

Nel quarto trimestre, invece, le retribuzioni lorde per unità di lavoro (Ula) sono aumentate dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 3,4% su base annua. Al netto degli effetti stagionali l'indice ha registrato un incremento congiunturale dell'1% nell'industria e dello 0,5% nei servizi. Mentre il tasso di crescita tendenziale è stato del 3,7% nell'industria e del 3% nei servizi.

Nell'industria, le retribuzioni per Ula hanno segnato l'incremento tendenziale più marcato nel comparto delle costruzioni (+4%). Nel terziario, la crescita tendenziale più elevata si è manifestata nel settore dei servizi di informazione e comunicazione (+3,6%).

Gli oneri sociali per Ula hanno segnato una variazione congiunturale di +0,8% nel totale, con un incremento dell'1,8% nell'industria e dello 0,7% nei servizi.

La dinamica tendenziale degli oneri sociali per Ula nel quarto trimestre è stata superiore a quella delle retribuzioni, con un incremento del 3,7%. Nell'industria gli oneri sociali sono aumentati del 4,5% su anno. Nei servizi +3,2%.

All'interno dell'industria, l'aumento più marcato ha riguardato la fornitura di energia elettrica e gas (+9,5%) a causa dell'estensione di alcuni obblighi contributivi a grandi imprese prima esonerate.

Nel terziario, la variazione tendenziale più elevata (+3,5%) ha riguardato gli altri servizi.

Per quanto riguarda infine il costo del lavoro, la variazione congiunturale è stata dell'1% nell'industria e di +0,5% nei servizi, +0,6% in totale. In termini tendenziali, è aumentato nel quarto trimestre del 3,4%. Il tasso di crescita tendenziale è stato maggiore nell'industria (+4%) che nei servizi (+3%).
Nell'industria, aumenti superiori alla media per le costruzioni (+4,2%). All'interno del terziario, l'incremento più marcato ha riguardato il settore dei servizi di informazione e comunicazione (+3,5%).

(fonte tgcom.it)

Il debito pubblico sfiora 1.800 mld

Bankitalia, calano le entrate: -2,9%

Il debito pubblico a gennaio è tornato a salire, dopo il calo di dicembre, e si è riportato a ridosso dei 1.800 miliardi di euro, toccando quota 1.787,846 miliardi. A dicembre si era attestato a 1.761,191 miliardi. E quanto risulta dal Bollettino Bankitalia sulla Finanza Pubblica che evidenzia come i dati siano comunque inferiori al record di 1.802,0 miliardi registrato ad ottobre 2009.

A gennaio di quest'anno il debito pubblico è cresciuto dell'1,5% rispetto a dicembre 2009 e del 5,2% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

E' da ricordare che il dato fornito dalla Banca d'Italia è quello relativo al debito in valore assoluto, mentre il dato considerato ai fini del Patto di Stabilità europeo è quello in rapporto percentuale al prodotto interno lordo.

E se il debito ha ripreso la corsa al rialzo, le entrate tributarie continuano il trend discendente: a gennaio si sono attestate a quota 28,809 miliardi di euro, in calo del 2,9% rispetto ai 29,675 miliardi di gennaio 2009.

(fonte tgcom.it)

Berlusconi: "Risalita è iniziata"

Crisi, "Stiamo meglio di altri Paesi"

Dopo la crisi economica "è iniziata la risalita" che "non sarà veloce, non ha grandi numeri, ma è certamente una risalita". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa al ministero dell'Economia. Il premier ha rivendicato come l'Italia sia in condizioni "migliori degli altri paesi europei" grazie al fatto che "i conti pubblici sono sotto controllo per merito del rigore del ministro Tremonti".

In occasione della presentazione della Banca del Mezzogiorno, il Presidente del Consiglio ha dato quindi atto al ministro del Tesoro e ai suoi collaboratori di essere stati "protagonisti" del rigore e del controllo della spesa pubblica pur mantenendo la pace sociale anche "destinando risorse agli ammortizzatori sociali e sostenendo quei settori, come l'auto e i mobili, che rischiavano un crollo del fatturato".
E per Berlusconi "proprio il fatto che i rappresentanti del settore dell'auto hanno deciso di rinunciare al sostegno pubblico, ci dice che le cose stanno migliorando: è passata la paura alla base della contrazione dei consumi".

La paura era la principale preoccupazione del governo: "Abbiamo cercato di diffondere fiducia e ottimismo non perché avevamo gli occhi chiusi di fronte alla crisi, ma perché il fattore principale era psicologico. Ora ci sono segnali di ottimismo, dobbiamo cavalcarli".

Banca del Sud: non sarà un carrozzone
Parlando della Banca del Sud, il premier ha poi assicurato che "non sarà un carrozzone pubblico, il ruolo dello stato è promotore". E se Giulio Tremonti promette di essere il primo correntista, Berlusconi garantisce che subito dopo sarà lui stesso a depositare una somma "come privato cittadino".

(fonte tgcom.it)