lunedì 11 luglio 2011

Pressing della Germania sull'Italia: "Dovete subito approvare la manovra di bilancio"

Telefonata del cancelliere Merkel a Berlusconi: "Abbiamo fiducia nel vostro Paese"

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha chiamato Silvio Berlusconi per invitare l'Italia ha dare un segnale forte ai mercati con una rapida approvazione della manovra finanziaria con la riforma per il contenimento del debito. Secondo la Merkel c'è fiducia nell'area euro e bisognerà anche accelerare le misure internazionali per sostenere la Grecia.
Il Cancelliere tedesco Angela Merkel si è detta fiduciosa sulla capacità dell'Italia di intraprendere riforme di bilancio ma che il Paese deve mandare con urgenza dei chiari segnali in merito, per ripristinare la fiducia nella zona euro.

Il capo del governo tedesco ha inoltre riferito di aver parlato al telefono con il premier italiano Silvio Berlusconi. Merkel ha sottolineato che la Germania sia consapevole del fatto che la Grecia abbia bisogno al più presto di un secondo pacchetto di salvataggio.

I vertici finanziari della zona euro sono impegnati in una riunione straordinaria sulla Grecia e sul peggioramento della situazione italiana, in seguito all'acutizzarsi dei timori di un contagio della crisi del debito sovrano.

(fonte tgcom.it)

BORSE EUROPEE IN CALO. PIAZZA AFFARI CEDE IL 2%

Le Borse europee, a metà seduta, incrementano le perdite con l'indice d'area Stxe 600 che cede oltre mezzo punto percentuale. I mercati guardano al vertice dell'Eurogruppo impegnato a definire la questione greca con Atene che cede oltre il 3%. Dopo il venerdì nero c'è grande attenzione anche sull'Italia, sotto attacco della speculazione. Milano è tra le Piazze azionarie maggiormente sotto pressione (Ftse Mib -2,5%, Ftse Alla Share -1,8%): le vendite piegano in particolare Parmalat (-4,5%), Fiat (-3,6%) e Intesa SanPaolo (-5,08%) con il downgrade a 'neutral' di Hsbc. A livello settoriale la maglia nera è degli assicurativi (sottoindice dj stoxx -2,2%) dove si salva solo FonSai (+2,4%). Continuano a cedere anche banche (-1,3%) e auto (-1,55) a cui si aggiungono i media (-1,3%) con BSkyB che perde il 5,2% e Mediaset il 2,2%, dopo la sentenza del Lodo Mondadori.
Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse europee. - Londra -0,40% - Parigi -1,48% - Francoforte -1,05% - Madrid -1,81% - Milano -2,00% - Amsterdam -1,10% - Stoccolma -1,00% - Zurigo -0,65% - Atene -3,19%.
CALA PIAZZA AFFARI Italia ancora nel mirino della speculazione per la crisi del debito dell'eurozona: dopo il venerdì nero, Piazza Affari ha aperto con ribassi superiori al punto percentuale e lo spread tra Btp e Bund decennali ha sfondato nuovi massimi oltre i 260 punti. L'euro viaggia a ridosso dei minimi di seduta di 1,4117 dollari contro 1,4264 degli ultimi scambi di venerdì scorso a New York.
La Borsa di Milano ora registra perdite dell'1,50% - accusando la pressione sui titoli bancari - e tutti i principali listini del Vecchio Continente registrano decisi ribassi, in un mercato condizionato dall'attesa per la riunione dell'Eurogruppo incentrata sull' emergenza Grecia, ma anche sul contagio della crisi dopo gli attacchi della speculazione contro l'Italia. Lo spread Btp-Bund ha raggiunto i 268 punti, nuovo record dall'introduzione dell'euro dal precedente massimo toccato venerdì scorso a 248 punti, evidenziando fin dall'apertura una forte tensione sui titoli del Tesoro. A nuovi record anche il rischio debito dell'Italia misurato dai credit-default swaps che hanno segnato un balzo a quota 279.
Sotto tiro anche la Spagna con lo spread rispetto al Bund che vola ai massimi oltre i 300 punti. L'ondata non risparmia neanche la Francia: lo spread con il Bund si è allargato a 63 punti. E insieme ai Paesi della periferia dell'eurozona, sono sotto pressione Belgio e Austria, con gli spread ai massimi da inizio anno, e Olanda e Finlandia che rivedono i livelli più alti dall'estate del 2009.
LE PAROLE DELLA CRISI Di seguito un glossario dei termini più utilizzati per capire l'attacco della speculazione contro l'euro:
BTP-BUND - Sono titoli di Stato pluriennali italiani (Btp, buoni del tesoro poliennali) e tedeschi (Bund). Con le loro emissioni i due stati si finanziano sui mercati. Il loro rendimento, che viene fissato con un'asta, è un indice della salute finanziaria e della credibilità dei due paesi. Questa mattina sul mercato secondario il Btp decennale ha raggiunto il massimo spread (vedi voce) con i Bund tedeschi: questo significa non solo che per l'Italia diventa più caro ripagare il debito pubblico (vicino al 120% del Pil), ma anche che le previsioni dei mercati sulla salute finanziaria del paese sono negative.
SPREAD - È una misura del rischio di insolvenza associato a un titolo di stato e, di conseguenza, della salute finanziaria di un Paese. Tecnicamente è il differenziale, valutato dal mercato, tra il rendimento di quel titolo e il rendimento di un titolo corrispondente di uno Stato considerato privo di rischio, come la Germania. Questa mattina lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi a 10 anni ha superato i 260 punti. È un record dall'introduzione dell'euro e indica un aumento del costo per l'Italia di finanziarsi sui mercati. Nuovi picchi hanno raggiunto anche gli spread di Portogallo (1.048 punti) e Irlanda (1.019 punti), ma anche la Francia (62,3 punti) è al massimo livello da marzo 2009.
RATING - Le agenzie di rating sono società private indipendenti che valutano il rischio associato a un titolo o a chi lo emette, sia un ente privato o pubblico, come uno Stato. Il loro giudizio è sintetizzato nel rating, un punteggio (espresso in lettere e cifre) che rappresenta la capacità dell'emittente di far fronte ai propri impegni e ha un enorme impatto sulle decisioni degli investitori. Le principali agenzie di rating - Standard & Poor's, Moody's e Fitch - sono oggetto di forti critiche per il loro ruolo nella crisi. L'Unione europea e l'Fsb sono al lavoro a una riforma per limitare la loro influenza sui mercati.
SOSPENSIONE TITOLI - Per evitare turbolenze eccessive sui mercati, al variare dei prezzi di un titolo oltre una certa soglia (che per le azioni è del 10%) le negoziazioni su quel titolo vengono automaticamente sospese. La sospensione può avvenire anche su decisione discrezionale della Consob. Alla sospensione segue un'asta di volatilità per fissare un nuovo prezzo. Per esempio, questa mattina le azioni della Cir sono state sospese per eccesso di ribasso. In seguito all'asta di volatilità sono state riammesse agli scambi.
VENDITE ALLO SCOPERTO - Le vendite allo scoperto (o 'short selling') sono operazioni che sfruttano la possibilità, prevista sui mercati finanziari, di vendere titoli senza averne l'effettivo possesso e di acquistarli solo in seguito per consegnarli alla controparte. Di solito sono legate ad attese - o a speculazioni - su un prezzo in calo e possono rappresentare un 'pericolò e una fonte di ulteriore instabilità dei mercati, se effettuate da grandi investitori come gli hedge fund. Per questo ieri la Consob ha imposto un obbligo di comunicazione per le vendite allo scoperto di dimensioni importanti. L'obbligo scatta per le operazioni che raggiungono lo 0,2% del capitale della società e, successivamente, a ogni variazione pari o superiore allo 0,1% del capitale.

(fonte leggo.it)

BENZINA, AUMENTI SENZA FINE. LA VERDE AL SUD FINO A 1,67 €

Fine settimana all'insegna dei rialzi sulla rete carburanti italiana. La fuga in avanti di Eni ha, infatti, favorito un aumento generalizzato di circa 2 centesimi dei prezzi raccomandati. Impennata anche per i prezzi praticati sul territorio, segnala quotidianoenergia.it dove in media tutte le compagnie hanno superato abbondantemente la soglia di 1,6 centesimi sulla benzina e al Sud si raggiungono picchi record di 1,67 euro/litro. Il diesel è ormai ad un passo di quota 1,5 euro/litro nei valori medi. Nel dettaglio, informa quotidianoenergia.it, Esso è salita di 1,5 centesimi su benzina e diesel, IP rispettivamente di 2,4 e 2 centesimi, Q8 e Shell di 2 centesimi in entrambi i casi, Tamoil di 2,2 centesimi e TotalErg di 2,2 centesimi nel caso della verde e di 2 sul gasolio. Il diesel ha ampiamente oltrepassato in alcune aree del Paese la soglia di 1,5 euro e si sfiora 1,52 euro/litro. Aumenti (anche se più contenuti) si registrano anche per le no-logo. A livello Paese, il prezzo medio praticato della verde (in modalità servito) va dall'1,609 euro/litro degli impianti Tamoil all'1,618 euro/litro dei punti vendita IP (no-logo a 1,532). Per il diesel si passa dall'1,487 euro/litro dei punti vendita Esso all'1,493 euro/litro degli impianti IP (no-logo a 1,409 euro/litro). Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,734 euro/litro dei punti vendita Eni allo 0,751 degli impianti Shell (a 0,722 euro/litro le no-logo).

(fonte leggo.it)