giovedì 23 settembre 2010

RYANAIR, 30 NUOVE ROTTE: "6.000 POSTI DI LAVORO"

Ryanair riuscirà a raggiungere il traguardo dei 73 milioni di passeggeri trasportati nel 2010, nonostante le difficili condizioni del mercato. La compagnia irlandese ha inoltre intenzione di lanciare 30 nuove rotte creando 6.000 posti di lavoro. Lo ha detto l'amministratore delegato Michael O'Leary durante la conferenza annuale del gruppo, auspicando che la Ue avvii una avviata una riforma sulla rete di controllo del traffico aereo europeo per porre fine all'attuale «caos». O'Leary ha aggiunto - scrive la Bloomberg - che l'unico modo per garantire il futuro della rivale irlandese Aer Lingus è un'acquisizione da parte di Ryanair.

(fonte leggo.it)

Rampl:"Profumo fuori per contrasti"

Unicredit,"è stata decisione del board"

"La decisione di far rassegnare le dimissioni a Profumo non è stata di una persona ma del board". A spiegare così l'allontanamento dell'amministratore delegato di Unicredit è il presidente Dieter Rampl, che ha scritto una lettera ai dipendenti dell'istituto di credito all'indomani dell'uscita del numero uno. "E' stata il risultato di differenti vedute riguardo alla governance", ha aggiunto Rampl a proposito dell'addio di Profumo.
Rampl:"Profumo fuori per contrasti"

Nel messaggio Rampl afferma che Unicredit andrà avanti nelle sue strategie, concentrandosi sul rafforzamento della propria posizione sul mercato europeo senza perdere tempo "in discussioni su governance e struttura degli azionisti".

Nella lettera, Rampl aggiunge che il progetto "Banca unica" resta una "priorità", come peraltro esplicitato in mattinata anche dal vice amministratore delegato Roberto Nicastro.

Per la successione ad Alessandro Profumo non è esclusa una soluzione interna. "Stiamo cercando un candidato appropriato sia internamente che esternamente", spiega il presidente di Unicredit. "Decideremo presto sulla successione ad Alessandro Profumo, ma con grande diligenza", aggiunge Rampl.

Profumo ha lasciato la guida di Unicredit dopo 13 anni, lasciando le deleghe a Rampl, al termine di una giornata lunghissima culminata in un Cda di oltre quattro ore che ne ha sancito l'addio. Le tensioni con alcuni soci, in particolare con Fondazione Cariverona, sull'avanzata degli azionisti libici -- che hanno superato il 7,5% nel capitale della banca -- sono stati fatali a Profumo, che già lo scorso marzo aveva minacciato le dimissioni per le frizioni sul progetto di riorganizzazione del gruppo denominato "Banca Unica".

(fonte tgcom)

giovedì 17 giugno 2010

GAS, IN ARRIVO LA STANGATA DI LUGLIO SULLE BOLLETTE

«L'attuale andamento del prezzo del petrolio e il cambio dollaro/euro, in assenza di interventi correttivi, non potrebbero che indurre a breve un aumento dei prezzi per i consumatori finali» di gas. Lo ha dichiarato il presidente dell'Autorità per l'energia, Alessandro Ortis, in un'audizione sul decreto legislativo sul gas, che quindi ha bisogno di maggiore concorrenza. Alla domanda se l'aumento potrebbe verificarsi già dal 1 luglio, giorno in cui scatteranno le nuove tariffe, il commissario dell'Autorità, Tullio Fanelli ha risposto: «Naturalmente».

"ENI FAVORITA" Il decreto legislativo per una maggiore liberalizzazione del mercato del gas «potrebbe indurre qualche progresso», ma «presenta alcuni profili di criticità», con obblighi, in caso di superamento dei tetti, che «paiono eccessivamente favorevoli all'operatore dominante e rischiano di compromettere l'efficacia dell'intero intervento normativo». Lo ha dichiarato il presidente dell'Autorità per l'energia, Alessandro Ortis, nel corso di un'audizione alla Commissione Attività produttive della Camera e Industria del Senato. Secondo Ortis, inoltre, «è necessario che il nuovo limite Antitrust venga determinato e misurato sulla base della effettiva quota di mercato all'ingrosso detenuta dall'operatore», mentre il decreto affida a un successivo decreto del ministero dello Sviluppo la metodologia di determinazione della quota. Se si utilizzasse il metodo proposto dall'Autorità, la quota dell'Eni «passerebbe da meno del 50% (situazione attuale) a oltre il 65% (nuova metodologia). È essenziale dunque che sia attuata questa nuova impostazione degli obblighi, pena il sostanziale svuotamento delle misure contenute nel decreto».

IL CODACONS FA I CONTI «La mancanza di concorrenza nel nostro paese si traduce in un danno economico per i consumatori, quantificabile in almeno 1.500 euro annui a famiglia. Basti pensare a ciò che avviene nel settore bancario e assicurativo, alle pubblicità ingannevoli, alla scarsa trasparenza nelle tariffe dei trasporti, agli operatori che in qualsiasi campo realizzano cartelli per mantenere elevati i prezzi». Lo afferma il Codacons, commentando in una nota la relazione di Antonio Catricalà. «Non possiamo che condividere pienamente la richiesta di Catricalà di una legge che sani le alterazioni del mercato e favorisca i cittadini, tutelandoli dalla strapotere di banche, assicurazioni e potentati vari», conclude l'associazione.

(fonte leggo.it)